Speciale Natale

Tante ricette da condividere con amici e parenti per trascorrere le feste in allegria

Pollastra a mezzo lutto

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    Per il Pranzo di Natale vi proponiamo la pollastra a mezzo lutto, una raffinata ricetta di stampo ottocentesco, ma sempre molto gustosa; il nome “mezzo lutto” viene dal fatto che la pollastra è ricoperta di macchie nere date da fettine di tartufo. Purtroppo al giorno d’oggi è difficile trovare in commercio una pollastra, infatti si trovano solo dei polli non meglio specificati; comunque per questa ricetta vi suggeriamo di usare un pollo da agricoltura biologica, oppure un cappone.  

    Ingredienti

    • una pollastra pulita di circa un kilo e mezzo, oppure un pollo da agricoltura biologica il più grande che riuscite a trovare o ancora un cappone
    • mezzo kilo peso pulito di verdure miste (rape, carote e finocchi) p
    • 250 g. di champignon
    • 1 mela
    • 20 g. circa di tartufo nero
    • olio d’oliva extra vergine q.b.
    • sale e pepe q.b.
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    Preparazione

    Eliminate le piume residue della pollastra passandola sulla fiamma (oppure usando uno di quei raffinati lanciafiamme da cucina), poi lavatela con acqua bollente ed asciugatela con carta da cucina.

    Affettate il tartufo e fate scivolare le fette tra la pelle e la carne del petto del pollo, e se avete una quantità maggiore di tartufo fate questa operazione anche sulle cosce.

    Salatela, pepatela e poi fermate le cosce legandole.

    Portate ad ebollizione una pentola di acqua salata in cui la pollastra stia giusta, tuffatevi la pollastra e cuocetela circa 40 minuti. Unitevi e verdure a pezzetti e continuate la cottura ancora 15 minuti. Il tempo esatto di cottura dipende dal tipo e dalle dimensioni della pollastra, ricordate che i volatili da allevamento biologico richiedono in genere un po’ più di tempo.

    Mentre le verdure cuociono, pulite gli champignon e la mela, affettateli e fateli saltare con un po’ di olio, sale e pepe.

    Servite la pollastra adagiata sulle verdure e sul misto mela/funghi, irrorandola con un po’ di brodo di cottura ben caldo.