Brasato al vino

ricetta brasato vino

Vi proponiamo la ricetta del brasato al vino se volete servire ai vostri ospiti un super secondo piatto di carne ricco e gustoso, che arriva dalla cucina piemontese. Per un buon risultato è fondamentale il tempo, per la marinatura e per la cottura, e dell’ottima carne, e per questo fatevi consigliare dal vostro macellaio, e ovviamente dell’ottimo vino. Il brasato al vino è un piatto impegnativo e ricco, e quindi e va riservato al pranzo della domenica o per le occasioni di festa; poi visto che richiede un ricco contorno, vi suggeriamo di considerarlo come piatto unico, e di scegliere un antipasto leggero, per esempio un pinzimonio di verdure.

Ingredienti

Ingredienti per il brasato al vino (dosi per 6 persone)

  • un pezzo di carne adatta al brasato (chiedete al vostro macellaio) di circa 1 kg.
  • una bottiglia di vino rosso di buon corpo e non troppo giovane
  • 4 gambi di sedano
  • 2 carote grandi
  • 2 cipolle grandi
  • 2 spicchi d’aglio
  • spezie miste (qualche chiodo di garofano, qualche bacca di ginepro, qualche grano di pepe nero, 1 pezzo di cannella)
  • erbe aromatiche miste (due foglie di alloro, un rametto di rosmarino, un rametto di salvia, alcuni rametti di timo fresco, il tutto legato assieme con del filo bianco)
  • burro q.b.
  • sale q.b.
  • olio d’oliva extra vergine q.b.

Preparazione

  1. Per prima cosa occorre mettere a marinare la carne per almeno 12 ore, ma va bene anche un po’ di più. Mettete la carne in una ciotola, unitevi le verdure pulite, lavate e tagliate a pezzetti, le spezie, il mazzetto di erbe aromatiche e un pochino di sale (preferibilmente grosso). Versatevi sopra il vino. Coprite e fate marinare in un luogo fresco oppure nel frigo.

  2. Al momento di cuocere il brasato, scolate la carne dalla marinata e mettetela da parte; recuperate le verdure e tritatele grossolanamente. Fate rosolare le verdure con un po’ di olio e di burro. Poi mettete la carne nel tegame e fatela rosolare anch’essa a fuoco vivo. Passate la marinata al colino e versatela sulla carne, e fate cuocere un paio d’ore, coperto a fuoco bassissimo.

  3. Recuperate le verdure dal sugo, frullatele e rimettete il tutto nella pentola, aggiustate di sale e continuate la cottura per ancora una mezzoretta. Il tempo preciso dipende dal tipo della carne e dalla grandezza del pezzo, prima di spegnere controllate il livello di cottura raggiunto.

  4. Servite il brasato tagliato a fette, coperto dal suo denso sughetto, e ovviamente il tutto ben caldo.

Il brasato al vino si accompagna con purea di patate, o polenta, oppure con patate semplicemente lessate, o se amate la cucina fusion, provatelo con della quinoa semplicemente lessata o con del cous cous al naturale, o se volete proprio osare con delle fettuccine all’uovo condite con poco burro.

La scelta del vino per il brasato

Per fare un buon brasato occorre un buon vino, quindi non potete usare del vino nel cartone, e neppure una bottiglia aperte da tempo, o ancora peggio fare un misto di diversi fondi di bottiglia. La scelta ottimale sarebbe una bottiglia di Barolo, ma anche bottiglie meno costose danno lo stesso ottimi risultati. Scegliete un vino rosso di buon corpo e non troppo giovane, per esempio un Nebbiolo, o un Sangiovese, o un Montepulciano d’Abruzzo o un Chianti, ma noi abbiamo usato anche un Dolcetto d’Alba e un Oltrepò Pavese con buoni risultati. Se volete rendere il vostro brasato più delicato come gusto e più digeribile, togliete l’alcol dal vino prima di usarlo, come suggerisce il famoso gastronomo Alan Bay: basta far bollire il vino per una decina di minuti, e poi farlo raffreddare, prima di usarlo.

Quale carne usare per il brasato al vino

Per il brasato al vino occorre un pezzo di vitellone (o se mai riusciste a trovarlo di bue o di toro) piuttosto grande, al minimo deve pesare un kg.; visto i tempi di cottura noi vi suggeriamo di usare un pezzo più grande, visto che poi dura alcuni giorni in frigorifero e si può surgelare benissimo. Scegliete un taglio di polpa della coscia o della spalla, come lo scamone, la fesa o la polpa di spalla, ma ricordate che i nomi dei tagli cambiano da città a città; comunque il vostro macellaio di fiducia saprà consigliarvi.

Foto di ricrossi

Lun 05/03/2012 da

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