Palamita all’acqua pazza

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    Ci sono diverse "teorie" del motivo per cui questa ricetta viene detta all' acqua pazza. Ne conosco una che mi è stata spiegata da un vecchio pescatore della costiera amalfitana. Mi ha raccontato che, quando le barche non erano molto attrezzate e le battute di pesca duravano anche qualche giorno, per poter mangiare a bordo si dovevano "arrangiare". Di solito portavano sulla barca sempre e solo lo stretto necessario come un pò d'olio, qualche pomodoro, pane casareccio e un paio di pentole. Al resto provvedeva il buon Dio.... Allora si preparavano una gustosa "zuppetta" utilizzando qualche pesce appena pescato. Essendo l'acqua potabile il loro bene più prezioso, per cucinare usavano quella del mare che loro chiamavano appunto "pazza" perchè già salata. Potete utilizzare qualsiasi tipo di pesce come la cernia, l'orata, la spigola ecc. Questa che vi propongo è con la palamita che viene considerato "a torto" un pesce di seconda qualità essendo meno pregiato anche se appartiene alla stessa famiglia del tonno. Potrebbe essere anche vero però bisogna considerare che questo pesce, proprio perchè viene ritenuto di una qualità inferiore agli altri, viene venduto sempre freschissimo e a prezzo basso. Non conviene congelarlo perchè non troverebbe facile mercato. Allora mi chiedo...non è meglio mangiare del pesce freschissimo, buono ed economico piuttosto che un altro magari scongelato e rivenduto come fresco e a prezzi altissimi?

    Preparazione

    : la caratteristica di questa ricetta è che gli ingredienti vanno cotti tutti insieme. Qualcuno aggiunge anche capperi e aceto.

    Personalmente la preferisco così. Pulite accuratamente il pesce (è ricco di sangue quindi dovete farlo stare per un pò di tempo sotto il filo dell'acqua corrente altrimenti la sua carne si scurisce) e sistematelo in una ampia teglia con tutti gli ingredienti. Aggiungete un paio di bicchieri d'acqua. Fate cuocere a fuoco bassissimo e con il coperchio. A cottura ultimata deve essere presente un pò di brodetto. Servite caldissimo accompagnando con pane casareccio.

    Vino consigliato: bianco tipo Cirò di Calabria molto fresco

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