Roccocò

Roccocò

Tempo:
1 h
Difficoltà:
Facile
Porzioni:
6 Persone
Calorie:
420 Kcal/100gr

    I roccocò sono dei dolci di Natale tipici della regione Campania, e sembra che la loro storia risalga al 1300 quando furono inventati dalle suore del Real convento della Maddalena. Lo strano nome non si riferisce ad uno stile architettonico, ma deriva dal francese “rocaille” parola usata per indicare un tipo di decorazione eseguita con pietre, rocce e conchiglie. Essendo particolarmente duri i roccocò possono essere ammorbiditi inzuppandoli nello spumante, nel vermouth o nel vino bianco.

    Ingredienti

    Ingredienti Roccocò per sei persone

    • 1 kg di farina
    • 300 gr di mandorle, sgusciate, private della pellicina scura e ridotte a pezzetti (non tritate)
    • 3 gr di carbonato ammonico per dolci (detto anche ammoniaca per dolci, si trova in farmacia o nelle drogherie più fornite)
    • 1 pizzico di sale
    • burro per la teglia q.b.
    • 1/2 kg di zucchero
    • la buccia grattugiata di 1 limone da agricoltura biologica
    • 1 cucchiaio colmo di cannella in polvere, oppure di spezie miste per dolci
    • 1 uovo intero e un tuorlo

    Ricetta e preparazione

    Come fare i Roccocò

    roccocò

    Fate la fontane con la farina sulla spianatoia e versateci al centro lo zucchero, le mandorle, la buccia grattugiata del limone, le spezie, il sale.

    Unendo poco alla volta dell’acqua tiepida impastate il tutto fino ad ottenere un composto sodo ma modellabile.

    Incorporate all’impasto il carbonato ammonico sciolto in poca acqua e lavorate ancora.

    Prendete un pezzetto di pasta, dategli la forma di un lungo salsicciotto ed infine richiudetelo per formare una ciambellina.

    Procedete in questo modo fino ad esaurire l’impasto.

    Deponete le ciambelline su delle placche ricoperte di carta forno leggermente imburrata.

    Spennellatele uniformemente con l’uovo e il tuorlo sbattuti assieme.

    Cuocete i roccocò nel forno caldo a 160 gradi per circa 40 minuti.

    Lasciateli raffreddare completamente prima di gustarli.

    Foto di Massimo Carelli

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