Seppie in umido

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    Le seppie sono tra i molluschi che più si prestano per diverse ricette sempre gustosissime. Nel mio dialetto (sono salernitana) vengono chiamate "secce" e da questo termine nasce "secciare" (seccare) che significa "buttare il malocchio, buttare il nero, seccare con il malagurio" e in effetti la nostra amica seppia quando si sente in pericolo, non avendo altri mezzi di difesa, butta il suo nero per nascondersi. Il periodo migliore per acquistare le seppie è l'inverno quando è ancora lontano il periodo della riproduzione che inizia da febbraio in poi. Con il suo nero, contenuto in sacchetto addominale si possono preparare altre squisite ricette, se riuscite a non romperlo mentre pulite le seppie (cosa difficilissima) lo potete conservare congelandolo. La caratteristica di questo mollusco è che ha la conchiglia "interna" il famoso "osso di seppia". Vi do un consiglio: se in casa avete un canarino non buttate via l'osso di seppia, ma fatelo seccare al sole e poi infilatelo tra le sbarrette della gabbia. Ai canarini piace da matti "levigarsi" il becco strofinandosi su questa insolita "conchiglia".

    Preparazione

    lavate molto bene le seppie sviscerandole ed eliminando l'osso. In una ampia padella fate dorare uno spicchio d'aglio in pò d'olio.

    Aggiungete le seppie (attenzione che schizzano) e fatele rosolare (vi consiglio di incoperchiare la padella per evitare scottature). Sfumate con un pò di buon vino bianco secco ed aggiungete i pomodori spezzettati, un pizzico di sale e il peperoncino piccante (se vi piace). Fate cuocere col coperchio a fuoco lentissimo. Controllate spesso il liquido di cottura. Quando le seppie saranno morbide servitele in tavola caldissime aggiungendo una manciata di prezzemolo fresco spezzettato.

    Vino consigliato: bianco secco tipo Biancolello d'Ischia servito ben freddo.