Ricette senza...

Senza lattosio, senza glutine, senza uova e senza lievito... ma senza rinunciare al gusto!

Taralli dolci al vino

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    Tempo:
    1 h e 45 min
    Difficoltà:
    Facile
    Porzioni:
    8 Persone
    Calorie:
    230 Kcal/Porz
    I taralli dolci al vino sono tipici della Puglia, come si può facilmente intuire, essendo la regione dalla quale provengono questi fantastici anelli croccanti, salati o dolci che siano. In questo caso il risultato sarà quello di poter gustare dei biscottini friabili che piaceranno proprio a tutti, anche a chi non ama tanto i dolci, perché il vino, bianco o rosso, donerà a queste deliziose ciambelline un sapore intenso, sempre dolce, ma non troppo. Proprio una piccola aggiunta di vino all’impasto fa sì che questi biscotti siano noti anche come Mbriachidd, ossia ubriachi. Provate subito a farli, la ricetta è semplice, occorre avere tanta pazienza nel fare i taralli a mano ma poi sarete soddisfatti. E state attenti quando li assaggiate, uno tira l'altro!

    Ingredienti

    • 500 gr farina “00”
    • 90 ml di vino bianco o rosso
    • 160 gr di zucchero
    • 1 bustina di lievito in polvere
    • 200 gr di strutto o 150 gr di olio EVO
    • 1 pizzico di sale
    • zucchero semolato per decorare
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    Preparazione

    taralli dolci al vino

    1. Per prima cosa mettete la farina setacciata in una terrina e create al centro un buco nel quale metterete lo zucchero.
    2. Aggiungete lentamente l’olio e il bicchiere di vino scelto.
    3. Variante:

      Se usate lo strutto fatelo ammorbidire bene e aggiungete poi farina e zucchero.

    4. Cominciate quindi a lavorare l’impasto con le mani, aggiungendo anche la bustina di lievito e un pizzico di sale.
    5. Continuate a impastare finché otterrete un impasto liscio e omogeneo.
    6. Avvolgetelo con la pellicola e fatelo riposare in frigorifero per 30 minuti.
    7. Staccate dall' impasto una piccola porzione di pasta e lavoratela in modo da creare un piccolo vermicello.
    8. Formate quindi il vostro tarallo incrociando le due estremità e arrotondando il buco. Ripetete queste operazione fino a finire l'impasto.
    9. Ora passate i taralli in una ciotola con lo zucchero in modo da ricoprire tutta la superficie.
    10. Mettete i vostri taralli dolci su una teglia coperta di carta da forno e infornate a 180° per 25 di minuti. Una volta che saranno cotti, lasciate intiepidire prima di servire.

    Origini dei taralli

    La ricetta dei taralli ha origini diverse in base alla regione e al periodo storico. Si dice che in Puglia siano nati nel 1400 quando i pugliesi li offrivano con un bicchiere di vino ai visitatori; invece in Campania nel 1700 quando i panettieri per sfamare i poveri creavano questi anellini cotti al forno con lo strutto dagli avanzi dell’impasto del pane. I contadini di un tempo li mangiavano a colazione o a merenda accompagnati e spesso anche immersi in un bicchiere di vino.
    L’origine etimologica dei taralli invece è meno certa perché deriva dalle diverse lingue che hanno colonizzato il nostro territorio: dal francese “toral”, essicatoio, o dal greco “daratos”, una sorta di pane, o ancora dal latino “torrère”, abbrustolire, o infine dall'italico “tar”, avvolgere.

    Varianti

    I taralli sono preparati in diverso modo, in Puglia quelli più conosciuti, salati, sono prima bolliti e poi cotti in forno.Si fanno poi con il finocchio, con la cipolla, con il pepe, con il peperoncino e anche glassati, con vino bianco o rosso, con semi di anice, con uvetta e anche con impasti integrali o ai cereali. Se volete provare a fare anche quelli dolci al vino con il metodo della bollitura non dovete usare il lievito e una volta fatto l'impasto mettete un tegame d'acqua a bollire con un pizzico di sale. Una volta in ebollizione buttate pochi tarallini per volta e man mano che vengono a galla metteteli a scolare su un panno da cucina. Passateli da un lato nello zucchero e sistemateli poi in una teglia da forno foderata con la carta, infornate a 180 gradi per circa 20 minuti fino a quando non diventano fragranti.

    Foto di Laura Rescio