Ricette di Pasqua: il menu per il classico pranzo

Mercoledì, 27 Febbraio 2008.

alberi in fiore
Pasqua, festa della vita che rinasce, festa della primavera, festa di intenso valore religioso. Ricca di simboli e tradizioni, Pasqua è anche l’occasione per preparare sontuosi pranzi molti legati ad antichissime tradizioni che si perdono nella notte dei tempi. Sono moltissime le ricette che vengono preparate in tutta Italia. Eccone alcune:

Antipasti:

 

Fellata” di Pasqua
Fave e ricotta salata

 

Primi:

 

Pasta al forno con le melanzane
Quadrucci in brodo con cicoria
Minestra maritata

 

Secondi:

 

Agnello o capretto al forno

 

Contorni

 

Asparagi con le uova
Carciofi arrostiti
Piselli con cipolline novelle
Patatine novelle, sugna e rosmarino

 

Torte ripiene:

 

Tortano

Torta Pasqualina

 

Frutta:

 

Macedonia di stagione

 

Dolci:

 

Colomba
Uova di cioccolato
Pastiera

 

uova di Pasqua
Pietanze e simbologia:

 

Non a caso tutte le ricette del menu di Pasqua hanno le loro simbologie legate alla primavera e alla rinascita della vita. Vediamone qualcuna:

 

la pasta è il grano, il pane come corpo di Cristo, le melanzane come le altre verdure (asparagi, carciofi ecc) è la rinascita della natura, le uova la resurrezione e il formaggio gli agnelli per ricordare l’Agnello di Dio, Gesù.E ancora l’agnello e capretto che vengono “sacrificati” per simboleggiare il sacrificio di Cristo, morto per la salvezza dell’uomo.

 

La Colomba rappresenta il diluvio universale e la salvezza dell’uomo quando l’uccello ritornò da Noè con un ramoscello d’ulivo tra il becco. In questo caso l’olivo, simbolo della pace tra Dio e l’uomo, rappresenta anche la Domenica della Palme.

 

Le uova di cioccolato con la sorpresa rappresentano non solo la rinascita della vita ma, anche l’immagine di Gesù che esce dal sepolcro come un pulcino.

 

Anche l’etimologia di alcune pietanze hanno riferimenti simbolici ad esempio il termine “casatiello” si riferisce al formaggio e quindi di nuovo agli agnelli che bevono il latte.

 

La torta pasqualina, invece, si chiama così non solo perchè è tipica di Pasqua ma, anche perchè non solo ha tra i suoi ingredienti le bietole che venivano raccolte durante la Settimana santa (la rinascita) ma, doveva essere preparata con 33 strati di sfoglia in ricordo degli anni di Cristo.

 

La pastiera, tipico dolce partenopeo, ha invece un duplice significato: religioso e pagano. Quello pagano racconta che questo dolce fu “inventato” in onore della sirena Partenope, quello religioso, invece è che nei suoi ingredienti ritroviamo in gran parte quelli già presenti nelle altre ricette: il grano, la ricotta e il formaggio. Nonchè il profumo d’arancio, simbolo della rinascita della Primavera.

 

L’uso del brodo di gallina si riferisce sempre alle uova e, quindi, la nuova vita, la rinascita intesa come “resurrezione”, invece l’uso del maiale (salame, cicciole ed altro) ha diversi significati: il sacrificio di Gesù (il maiale viene “sacrificato” sull’ altare della fame); il maiale come “premio” dopo il lungo periodo della Quaresima e ancora il maiale perchè la vera e grande “ricchezza” della casa portata in tavola per onorare Cristo.

 

Tradizioni liturgiche e non:

Sono molte le tradizioni che si svolgono nel periodo che precede la Pasqua e che culminano nella domenica quando Gesù Cristo risorge. Secondo la liturgia la celebrazione inizia la Domenica delle Palme che ricorda l’ingresso di Gesù in Gerusalemme accolto dal popolo festante che agitava, in segno di saluto, delle foglie di palma. Per questo motivo nella chiese cattoliche vengono distribuiti ai fedeli ramoscelli di olivo benedetti segno della passione di Cristo.

 

Gli ultimi giorni della Settimana Santa segnano la fine della quaresima e l’inizio del Triduo Pasquale. Dopo la messa del giovedì mattina, Messa del Crisma, il Vescovo benedice l’olio che dovrà servire per tutto l’anno per i battesimi, le cresime e tutti gli altri sacramenti.

 

La sera si svolge la Messa in Coena Divina che festeggia solennemente l’Eucarestia. Durante questa celebrazione si svolge la tradizionale “lavanda dei piedi” e vengono legate le campane che non possono suonare fino alla Gloria della Veglia. Questa Veglia si svolge in tre fasi: la benedizione del fuoco che rappresenta la luce di Cristo, il battesimo, la celebrazione della Parola e l’Eucarestia.

 

Il sabato Santo è il giorno di lutto durante il quale gli altare sono spogli e non si celebrano messe fino alla notte che preannuncia la Resurrezione.

 

Pasquetta: è la prima gita fuori porta, una scampagnata, che ricorda nel giorno del Lunedì dell’Angelo l’apparizione di Gesù risolto ai due discepoli in cammino verso il villaggio di Emmaus, a pochi chilometri da Gerusalemme.Ed è una splendida occasione anche per preparare un sontuoso pic nic all’aperto.

 

Lo “struscio” e i sepolcri: Il giovedì Santo si svolge il rito dei “sempolcri”. I fedeli si recano a visitare le chiese di diverse parrocchie per un nemero sempre dispari e mai più di sette. Il significato di questo rito si può considerare un giro di lutto, di condoglianze. Ma da questo rituale ne nasce un altro, molto poco cristiano: lo “struscio”.

 

Una buona occasione per mettersi in mostra indossando i vestiti nuovi. Il termine nasce dallo “strusciare” delle gonne delle donne che aspettavano il giovedì Santo quasi come se fosse una passarella lanciando sguardi civettuoli agli uomini. Inoltre, lo struscio rappresenta anche il frusciare dei vestiti dei fedeli che si incrociavano all’ingresso delle chiese.

 

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Commenti (3)

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Anonimo

mi piace il commento riguardo alla tradizione di pasqua cosa rappresentano i vari cibi

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