Ricette di Pasqua: il menu per il classico pranzo

Ricette di Pasqua: il menu per il classico pranzo
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alberi in fiore

Il giorno di Pasqua è speciale e da trascorrere in famiglia: quale migliore occasione per scoprire le ricette per un Menù pasquale ricco di pietanze succulente e buone. Pasqua è la festa della vita che rinasce, la festa della primavera e di intenso valore religioso. Ricca di simboli e tradizioni, la Pasqua è anche l’occasione per preparare sontuosi pranzi di antichissime tradizioni. Qui di seguito qualche ricetta da proporre ai vostri commensali.

Antipasti

Fellata” di Pasqua
Fave e ricotta salata

Primi

Pasta al forno con le melanzane
Quadrucci in brodo con cicoria
Minestra maritata

Secondi

Agnello o capretto al forno

Contorni

Asparagi con le uova
Carciofi arrostiti
Piselli con cipolline novelle
Patatine novelle, sugna e rosmarino

Torte ripiene

Casatiello

Torta Pasqualina

Frutta
Macedonia di stagione

Dolci

Colomba
Uova di cioccolato
Pastiera

Pietanze e simbologia

Non a caso tutte le ricette del menu di Pasqua hanno le loro simbologie legate alla primavera e alla rinascita della vita. Vediamone qualcuna: la pasta è il grano, il pane come corpo di Cristo, le melanzane come le altre verdure (asparagi, carciofi ecc) è la rinascita della natura, le uova sono la resurrezione, il formaggio e gli agnelli per ricordare l’Agnello di Dio, Gesù.E ancora capretto e agnello che vengono sacrificati per simboleggiare il sacrificio di Cristo, morto per la salvezza dell’uomo.
La Colomba rappresenta il diluvio universale e la salvezza dell’uomo quando l’uccello ritornò da Noè con un ramoscello d’ulivo tra il becco. In questo caso l’olivo, simbolo della pace tra Dio e l’uomo, rappresenta anche la Domenica della Palme. Le uova di cioccolato con la sorpresa rappresentano non solo la rinascita della vita ma anche l’immagine di Gesù che esce dal sepolcro come un pulcino. Anche l’etimologia di alcune pietanze hanno riferimenti simbolici ad esempio il termine casatiello si riferisce al formaggio e quindi di nuovo agli agnelli che bevono il latte. La torta pasqualina, invece, si chiama così non solo perchè è tipica di questo periodo ma anche perchè ha tra i suoi ingredienti le bietole che venivano raccolte durante la Settimana santa (la rinascita) e doveva essere preparata con 33 strati di sfoglia in ricordo degli anni di Cristo. La pastiera, tipico dolce partenopeo, ha invece un duplice significato: religioso e pagano. Quello pagano racconta che questo dolce fu “inventato” in onore della sirena Partenope, quello religioso invece è che nei suoi ingredienti ritroviamo in gran parte quelli già presenti nelle altre ricette, ovvero il grano, la ricotta e il formaggio, nonchè il profumo d’arancio, simbolo della rinascita della Primavera. L’uso del brodo di gallina si riferisce sempre alle uova e, quindi, la nuova vita, la rinascita intesa come “resurrezione”, invece l’uso del maiale (salame, cicciole ed altro) ha diversi significati:il sacrificio di Gesù (il maiale viene “sacrificato” sull’ altare della fame); il maiale come”premio”dopo il lungo periodo della Quaresima e ancora il maiale perchè la vera e grande ricchezza della casa portata in tavola per onorare Cristo.

Tradizioni liturgiche e non

Sono molte le tradizioni che si svolgono nel periodo che precede la Pasqua e che culminano nella domenica quando Gesù Cristo risorge. Secondo la liturgia la celebrazione inizia la Domenica delle Palme che ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme accolto dal popolo festante che agitava, in segno di saluto, delle foglie di palma. Per questo motivo nella chiese cattoliche vengono distribuiti ai fedeli ramoscelli di olivo benedetti, segno della passione di Cristo. Gli ultimi giorni della Settimana Santa segnano la fine della quaresima e l’inizio del Triduo Pasquale. Dopo la messa del giovedì mattina, il Vescovo benedice l’olio che dovrà servire per tutto l’anno per i battesimi, le cresime e tutti gli altri sacramenti. La sera si svolge la Messa in Coena Divina che festeggia solennemente l’Eucarestia. Durante questa celebrazione si svolge la tradizionale lavanda dei piedi e vengono legate le campane che non possono suonare fino alla Gloria della Veglia. Questa Veglia si svolge in tre fasi: la benedizione del fuoco che rappresenta la luce di Cristo, il battesimo, la celebrazione della Parola e l’Eucarestia. Il sabato Santo è il giorno di lutto durante il quale gli altari sono spogli e non si celebrano messe fino alla notte che preannuncia la Resurrezione.

Pasquetta: è la prima gita fuori porta, una scampagnata, che ricorda nel giorno del Lunedì dell’Angelo l’apparizione di Gesù risorto ai due discepoli in cammino verso il villaggio di Emmaus, a pochi chilometri da Gerusalemme.Ed è una splendida occasione anche per preparare un sontuoso picnic all’aperto.

Lo struscio e i sepolcri: Il giovedì Santo si svolge il rito dei sepolcri. I fedeli si recano a visitare e chiese di diverse parrocchie per un nemero sempre dispari e mai più di sette. Il significato di questo rito si può considerare un giro di lutto, di condoglianze. Ma da questo rituale ne nasce un altro, molto poco cristiano: lo “struscio”. Il termine nasce dallo “strusciare” delle gonne delle donne che aspettavano il giovedì Santo quasi come se fosse una passarella lanciando sguardi civettuoliagli uomini. Inoltre, lo struscio rappresenta anche il frusciare dei vestiti dei fedeli che si incrociavano all’ingresso delle chiese.

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Mer 27/02/2008 da Lucia

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21 marzo 2008 22:14

mi piace il commento riguardo alla tradizione di pasqua cosa rappresentano i vari cibi

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