La calamarata è un tipo di pasta, in pratica dei grossi anelli, e la ricetta tradizionale prevede di servirla con un sugo a base appunto di calamari o altri cefalopodi tagliati anch'essi ad anelli. Si avrà quindi un piatto di anelli, di pasta e di pesce, bello da vedere, ma anche molto saporito, con il suo sughetto a base di pomodoro. Aumentando un pochino la quantità di pesce, può diventare un piatto unico.

Ingredienti

  • Calamari piccoli 600 g. (in mancanza dei calamari potete usare anche dei totani)
  • Una cipolla bianca
  • Polpa di pomodoro a pezzetti 400 g. (potete usare anche pelati triturati grossolanamente)
  • Un bicchiere abbondante di vino bianco secco
  • Pasta calamarata 380 g.
  • Olio d'oliva q.b.
  • Sale q.b.
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Preparazione

Chiedete in pescheria se possono pulire per voi i calamari.

Lavateli, e controllate che il "becco" (che si trova al centro dei tentacoli) e la "penna" cartilaginea (che si trova all'interno della sacca) siano stati eliminati. Tagliate le sacche ad anelli alti circa 2 cm. ed i tentacoli a pezzetti. La ricetta orginale richiederebbe di utilizzare solamente le sacche per avere un piatto che contiene solo "anelli", ma io preferisco usare anche i tentacoli.
Affettate finemente la cipolla e mettetela in un capace tegame con tre cucchiai di olio, e fatela rosolare aggiungendo un po' di acqua di tanto in tanto.
Buttate i calamari nel tegame, fateli rosolare brevemente a fuoco vivo, poi bagnate con il vino e fatelo evaporare.
Versate la polpa di pomodoro nel tegame, salate e fate cuocere circa una ventina di minuti (il tempo dipende da quanto erano grossi i calamari).
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela e versatela nel tegame con il sugo di calamari. Fate saltare la pasta per qualche minuto, e servitela aggiungendo un filo di olio crudo.