
Questo particolare piatto di pasta e ceci è originario di Moie frazione del Comune di Maiolati Spontini in Provincia di Ancona, ed è veramente particolare perchè non si tratta di una zuppa o minestra, ma di una pasta asciutta. La pasta, delle tagliatelle senza uova, viene servita asciutta condita con dei ceci secchi, ammollati e poi lessati, tanto olio e una bella spolverata di pepe nero. Provatela, è veramente saporita, ma servitela come piatto , unico visto la ricca combinazione di pasta e legumi, adatto anche ai vegetariani e ai vegani.
Ingredienti per la pasta e ceci della Moja
I vincisgrassi sono un piatto di lasagne al forno particolarmente ricco, visto che viene fatto con un ragù di carne di manzo e maiale e rigaglie di pollo e tanta tanta besciamella. Come per tutte le ricette tradizionali se ne trovano tantissime varianti, anzi si potrebbe dire che ogni famiglia ha la sua ricetta. Alcune varianti aggiungono carne di pollo e/o animelle di vitello al ragù, altre non prevedono l’uso della besciamella ma aumentano le dosi del ragù. I vincisgrassi sono un piatto delle feste, vista la laboriosa preparazione. E noi ve lo proponiamo per la Befana, che per tradizione vuole in tavola un piatto di lasagne.
Ingredienti per i vincisgrassi (dosi per 8/10 persone)
Il Festival internazionale del brodetto e delle zuppe di pesce si terrà a Fano Lido (PU) dal 10 al 13 Settembre 2009. È un’occasione da non mancare se amate le zuppe di pesce.
Ricetta per preparare la focaccia alla marinara un piatto tipico della cucina marchigiana che si prepara durante le festività pasquali o per il lunedì di Pasquetta.
Ingredienti per la focaccia alla marinara (dosi per 6/10 persone)
Ricetta per preparare il brodetto in bianco di Portorecanati, un secondo piatto di origine marchigiana che si prepara in occasione delle festività pasquali, se volete portare in tavola una zuppa di pesce potete provare questa.
Ingredienti per il brodetto in bianco di Portorecanati (dosi per 6 persone)
Nelle Marche i cardi, soprattutto quelli della Valle del Trodica, vengono chiamati gobbi. E’ famosa la parmigiana alla maceratese, che li vede protagonisti. In questa ricetta più semplice da preparare invece si cucinano con lardo, pomodoro e vengono arricchiti dall’aroma della cannella.
Ingredienti per i gobbi in umido (dosi per 4 persone):
Dopo aver ascoltato delle persone discutere fare ipotesi più o meno fantasiose su cosa fosse un piatto in potacchio, ho voluto documentarmi; pensavo che fosse un umido con del pomodoro, e ho avuto la conferma. Per la precisione, sembra che voglia del rosmarino per essere un vero potacchio.
Ingredienti per il pollo in potacchio (dosi per 4 persone)
Una ricetta tradizionale marchigiana per preparare le lumachine di mare: le lumachine vengono cotte con il vino, un po’ di pomodoro e aromatizzate con il finocchietto selvatico. Servitele accompagnate da fette di pane casereccio, e da un bel Faliero dei Colli Ascolani ben freddo.
Ingredienti per le lumachine di mare in porchetta (dosi per 4 persone)
Una saporita ricetta per preparare del pesce a cui il profumato Verdicchio di Jesi dona un inconfondibile profumo.
Se non riuscite a procurarvi quella fresca, in questa ricetta potete usare della cernia surgelata, ma prima di cuocerla scongelatela completamente.
Ingredienti per la cernia al Verdicchio (dosi per 4 persone)

La storia delle olive ascolane è antichissima come quella delle olive in salamoia. Già ai tempi degli antichi romani le olive, sia verdi che nere, venivano ritenute un pasto molto nutriente e che accompagnavano le loro focacce al farro.
La qualità delle olive ascolane era molto apprezzata specialmente dai monaci benedettini e da papa Sisto V che se le faceva mandare in Vaticano. Altri stimatori di questo frutto erano Garibaldi, Rossini e Puccini. Non si sa chi abbia poi avuto l’idea di farcirle ma, sicuramente il cuoco “sconosciuto” risale all’800.
Ingredienti per le olive ascolane (dosi per 4 persone):

E’ il dolce tipico delle Marche, e principalmente del Maceratese e che viene preparato per Carnevale. Il loro nome varia da zona in zona ad esempio ad Arquata del Tronto vengono chiamati “stummeri” mentre ad Osimo si chiamano “cecetti”. Molto probabilmente l’etimologia di scroccafusi nasce dal “rumore” che fanno i denti per mangiarli essendo abbastanza duri. Un tempo venivano cotti nel forno a legna utilizzando esclusivamente legno di canna per ottenere una fiamma moderata e, quindi, evitare che potessero bruciare. Per un’antica superstizione maceratese, se un estraneo, o anche un futuro parente, fosse entrato in cucina mentre la massaia era intenta a preparare gli scroccafusi, questi dolci non sarebbero riusciti bene. Per scongiurare il pericolo, era indispensabile sputare in terra tre volte e tracciare con la scarpa sul pavimento un segno propiziatorio. Possono essere anche fritti.
Ingredienti per scroccafusi di Carnevale: