Salmone in gravidanza, connubio perfetto

salmone in gravidanza

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Durante la gravidanza il salmone fresco è un vero toccasana poiché ricco di proteine e Omega 3, importanti per lo sviluppo del feto. Com’è risaputo, l’alimentazione delle future mamme incide molto sul corretto andamento della gestazione ed è quindi indispensabile selezionare alimenti sani alternandoli in modo equilibrato. Ad eccezione di alcuni cibi, le donne incinte hanno ampia libertà di scelta e il salmone rientra sicuramente tra gli alimenti consigliati, purché non si esageri con la quantità che, secondo gli esperti, dovrebbe aggirarsi intorno ai 250 grammi a settimana, circa due porzioni.

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Perché il salmone fa bene in gravidanza

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Il salmone è ampiamente consigliato durante la gravidanza, in primis per l’elevato contenuto di Omega 3. Questi grassi essenziali si rivelano importantissimi per lo sviluppo cerebrale del feto nelle prime settimane e per il miglioramento delle capacità cognitive del bambino nelle ultime settimane. Non solo: gli Omega 3 secondo alcuni studi contribuiscono a regolare l’umore della futura mamma che, durante la gravidanza, subisce frequenti sbalzi dovuti ai cambiamenti ormonali.

Quale salmone preferire in gravidanza

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Il salmone da preferire in gravidanza è quello fresco, l’affumicato è invece sconsigliato perché a maggior rischio di contaminazione da parte del batterio Listeria monocytogenes. Altro aspetto da considerare è la qualità: più è alta, maggiore è l’apporto nutritivo per il feto e la futura mamma. Attenzione quindi, al momento dell’acquisto, ad alcune caratteristiche tipiche del pesce fresco: squame intatte e luminose, pelle senza lividi, occhi chiari con pupille scure, carne soda ed elastica, interno dello stomaco liscio, odore di acqua marina gradevole.

Ed è altrettanto importante informarsi sulla provenienza del pesce e prediligere salmoni allevati con alti standard qualitativi, come ad esempio quelli norvegesi. La Norvegia investe infatti notevoli risorse nel controllo di ogni allevamento tramite un programma d’ispezioni regolari e di analisi di laboratorio che hanno lo scopo di verificare lo stato di salute e la qualità dei pesci. Un avanzato sistema di rintracciabilità, un fattore chiave per la gestione di tutte le filiere alimentari e come mezzo per rafforzare la fiducia dei consumatori e fare in modo che questi ultimi possano godere del piacere di consumare prodotti ittici norvegesi senza aver preoccupazioni sulla sicurezza del prodotto.

Anche a questo scopo, il Ministero della Pesca norvegese ha fondato nel 1991 un ente, il Norwegian Seafood Council (NSC) con sede a Tromsø, con il compito di promuovere e divulgare la cultura del salmone e degli altri prodotti ittici norvegesi nel mondo: prodotti buoni e sicuri, a prova di futura mamma!

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Parole di Laura De Rosa

Laureata in Scienze dei Beni Culturali (110/110), redattrice web dal 2008, collabora con riviste e numerose testate online spaziando in diversi argomenti. Ama leggere, scrivere, viaggiare e dipingere.

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