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Alimenti anti-demenza: la dieta che può cambiare la tua vecchiaia

Esiste una dieta che poggia su dei consigliatissimi alimenti anti-demenza, elaborata dopo avere osservato quanto successo a più di 92mila persone.  Come funziona e di che cosa si tratta. Che risultati.

Alimenti anti-demenza, quali sono? Che cosa puoi mangiare per fare prevenzione contro il sorgere di malattie neurodegenerative, che sono giustamente molto temute? La ricerca scientifica in tal senso ha compiuto enormi progressi e ha riconosciuto l’esistenza di proprietà antinfiammatorie in alcuni tipi di prodotti sia di origine vegetale che animale. Specialmente certi abbinamenti possono risultare efficaci in tal senso. Con dei riconosciuti alimenti-anti demenza e con anche alcuni tipi di dieta specifici consigliati.

C’è proprio una dieta considerata molto utile per fare prevenzione contro le malattie del cervello, che si è dimostrata tra l’altro assai efficace pure in soggetti di tarda età. Lo confermano diverse ricerche appositamente svolte, che hanno raccolto e confrontato i risultati di soggetti che per un determinato periodo hanno seguito questo percorso di alimentazione determinato. Il quale si è dimostrato assai efficace nel proteggere la salute del cervello. Qual è, entrando più nel dettaglio?

Come abbassare il rischio di demenza?

È la dieta MIND ad avere fornito degli ottimi risultati grazie alla adozione di alimenti anti-demenza particolarmente bene assortiti. L’acronimo MIND sta per Mediterranean-DASH Intervention for Neurodegenerative Delay (Intervento Mediterranean-DASH per il ritardo neurodegenerativo) e rappresenta un mix delle parti migliori rispettivamente della dieta mediterranea e della dieta DASH.

Come abbassare il rischio di demenza? – buttalapasta.it

A parlare di tutto ciò è la American Society for Nutrition, la quale ha confermato come seguire la dieta MIND abbia abbassato in media del 25% il rischio di sviluppare demenza a tutte le età. Gli alimenti prediletti nel novero della dieta MIND sono:

  1. frutta sia fresca che secca
  2. verdure
  3. legumi
  4. cereali integrali
  5. alimenti con grassi insaturi come l’olio d’oliva.

Con anche una assunzione moderata di:

  1. latticini magri
  2. uova
  3. pesce.

Gli alimenti consigliati specificamente dalla dieta MIND

Vanno invece ridotti ad un assaggio ogni 7-10 giorni cibi come la carne rossa e quelli con sale e zuccheri aggiunti e trasformati. I benefici riscontrati non sono solamente in termini di prevenzione contro morbo di Alzheimer e morbo di Parkinson, tanto per citare due esempi di malattie neurodegenerative. Si hanno dei vantaggi anche in favore della salute dell’apparato cardiocircolatorio e contro il sorgere di diabete, obesità ed alcune forme di tumore.

Gli alimenti consigliati specificamente dalla dieta MIND – buttalapasta.it

Per quanto riguarda la dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) il suo scopo principale è quello di contrastare il sorgere ed il persistere della ipertensione. In questo caso sono prediletti gli stessi cibi previsti nella dieta mediterranea, con l’integrazione anche di carne bianca e di alimenti integrali oltre ai cereali, come la pasta. La risultante dieta MIND finisce con il considerare quindi gli alimenti anti-demenza che contengono nutrienti e fitocomposti neuroprotettivi. Quindi:

  1. cereali integrali
  2. frutti di bosco
  3. noci
  4. olio d’oliva
  5. pesce grasso
  6. verdure a foglia verde

Ma ci sono anche dei contro

Per rendere l’idea di quanto la dieta MIND sia efficace, basti pensare che su 92.849 partecipanti di età compresa tra i 45 ed i 75 anni, gli autori dello studio – che lavorano alla Università delle Hawaii – hanno notato che nell’immediato, questa dieta offre un tasso di protezione medio contro le malattie neurodegenerative del 9%. Media che però sale addirittura al 25% se tale dieta viene seguita per almeno dieci anni.

Anche se va detto che lo studio ha preso in considerazione cinque diversi gruppi etcnici (afroamericani, latini del Sud America, caucasici europei, giapponesi-americani e nativi hawaiani. Con i risultati migliori che hanno riguardato solo i primi tre gruppi, sono risultati medio-scarsi per i giapponesi-americani e del tutto assente tra i nativi hawaiani, e non si è ancora scoperto il perché.

E va comunque precisato che questo studio si è basato solo sulle analisi delle cartelle cliniche dei soggetti coinvolti e sulle informazioni comunicate dagli stessi. E non ha dato peso ad altri fattori influenti come lo svolgimento di attività fisica con continuità, una buona vita sociale (decisiva per il benessere mentale ed anche fisico), il corretto riposo ed altro. Così come non ha compiuto analisi dirette sui partecipanti.

Salvatore Lavino

Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.

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