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Bottiglia di olio, scadenza: quando è da buttar via?

Imparare a conoscere, in ogni dettaglio, i prodotti che abbiamo in casa è un atto dovuto e necessario, così come nel caso dell’olio d’oliva, perché anche questo ha una data di scadenza.

Sicuramente vi sarà capitato di leggere le date di scadenza su tutti i prodotti; magari, in alcuni casi, però, si tende a non dare la giusta attenzione, così come accade con l’olio d’oliva. Sappiamo che la scadenza c’è, ma molti di noi probabilmente non la leggono. Sulla base di tale motivazione, dunque, bisogna fare delle dovute precisazioni su questa data.

Sapevi che l’olio scade? Quello che c’è scritto nella confezione

Così come abbiamo avuto modo di spiegare anche in occasione della pubblicazione di articoli precedenti, tutti i prodotti hanno un’effettiva data di scadenza, così come nel caso dell’olio d’oliva, anche se si tratta di un prodotto a lunga conservazione.

Così come stabilito già da tempo, ogni prodotto alimentare deve comunque avere una data di confezionamento e una scadenza; poi dipende dalla durata, in base al prodotto di riferimento. In alcuni casi troviamo la dicitura “consumare rigorosamente entro il”, in altri casi invece “preferibilmente entro la data indicata”. In questa categoria rientra proprio l’olio.

Trattandosi di un alimento che può diventare di lunga durata, sappiamo già di avere a nostra disposizione circa un anno, e in alcuni casi due anni, di tempo per procedere con il consumo. Questo, però, non vuol dire che l’olio d’oliva non possa rovinarsi e non essere più adatto al consumo: in tal caso bisogna imparare a riconoscerne i tratti distintivi, in modo tale da poter definire che quell’olio non è più adatto ai nostri piatti.

Come capire che l’olio d’oliva non va più bene

Sono diversi i tratti distintivi che ci permettono di capire che, effettivamente, l’olio d’oliva non è più adatto al consumo alimentare. Facciamo riferimento a un cattivo odore, a un sapore acido e non solo. L’olio d’oliva, infatti, quando non è più utilizzabile, cambia anche colore e consistenza.

Bisogna, quindi, prestare attenzione a questi tratti distintivi, in modo tale da saper riconoscere un olio ancora buono da uno che, purtroppo, non è più utilizzabile. Non va dimenticato, comunque, che esistono dei margini di tolleranza dopo la data di scadenza: infatti si può utilizzare, nell’arco di un paio di mesi, l’olio “scaduto”, purché sapore e caratteristiche non siano completamente alterati.

Fermo restando che il consiglio e le regole attuali sono sempre quelle legate alla data di scadenza: consumarlo senza allontanarsi troppo dall’indicazione fornita dal produttore.

Francesca Guglielmino

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