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Broccoli in pastella, così li mangia anche mio figlio senza fare i capricci

I broccoli hanno un difetto che, in famiglia, li condanna subito: se li cuoci male diventano acquosi, profumano troppo e in bocca sembrano “tristi”. Ho notato però che basta cambiare texture per cambiare la storia.

Quando li porti in tavola croccanti, dorati, da mangiare con le mani, non sono più “la verdura”: diventano uno snack. E sì, è qui che mio figlio smette di fare i capricci, perché non sta mangiando broccoli “perché fanno bene”, li sta mangiando perché fanno crunch. Il trucco è tutto nella pastella: fredda, leggera e veloce, così l’esterno si asciuga subito e l’interno resta verde, compatto.

Broccoli in pastella: la ricetta che fa impazzire anche tuo figlio!

Questa è una ricetta furba anche quando hai poco tempo, perché sfrutta un passaggio tecnico che sembra inutile e invece salva tutto: la sbollentata brevissima. Non serve a cuocere i broccoli, serve a fissare il colore e a togliere il crudo. Poi ci pensa l’olio, che deve essere caldo e costante. Se l’olio è tiepido, la pastella assorbe grasso e diventa pesante: è lì che i bambini iniziano a guardarti male.

Gli ingredienti che ci serviranno sono i seguenti:

  • 1 broccolo grande
  • 160 grammi farina 00
  • 40 grammi amido di mais (o fecola)
  • 230 ml acqua frizzante ghiacciata
  • 1 uovo medio
  • 8 grammi sale fino
  • paprika dolce o pepe
  • olio di semi per friggere

Ecco come prepararli con crosta asciutta, niente odore invadente

Per prima cosa divido il broccolo in cimette regolari, non minuscole: se sono troppo piccole si cuociono in un attimo e diventano molli. Porto a bollore una pentola d’acqua salata e sbollento le cimette 2–3 minuti, giusto per fissare il verde. Le scolo e le passo subito sotto acqua fredda (o in una ciotola con ghiaccio): questo blocca la cottura e ti evita broccoli “sfatti” dopo la frittura. Poi arriva la parte più importante e più sottovalutata: asciugo benissimo le cimette con carta cucina. L’acqua residua è la nemica della croccantezza e ti fa anche schizzare l’olio.

Preparo la pastella mescolando farina e amido con sale e, se voglio, un pizzico di paprika. Se uso l’uovo lo sbatto e lo unisco, poi verso l’acqua frizzante ghiacciata poco per volta. Mescolo il minimo indispensabile: qualche micro-grumo è meglio di una pastella lavorata troppo, perché la lavorazione sviluppa struttura e la crosta viene meno leggera.

Scaldo l’olio a 170–175 gradi e friggo poche cimette per volta. Le immergo nella pastella, faccio colare l’eccesso e le tuffo in olio: in 3–4 minuti devono diventare dorate e asciutte. Scolo su carta, salo subito e servo immediatamente.

Francesca Guglielmino

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