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Primi Piatti

Gnocchi in padella croccanti: perché non dovresti mai più bollirli (il mio trucco in 10 minuti)

Gnocchi in padella croccanti fuori e cremosi dentro con burrata e pistacchi. La mia tecnica per cucinarli in 10 minuti valorizzando la reazione di Maillard, senza bollitura.

Perché non dovresti mai più bollire gli gnocchi: il mio trucco per farli in padella. Guarda, ti dico la verità… se vedo ancora qualcuno che butta gli gnocchi nell’acqua bollente per farli diventare quella massa collosa e triste, giuro che mi sento male. Odio profondamente gli gnocchi bolliti, è proprio una roba che non tollero. Io ho imparato a trattarli diversamente da un vecchio oste vicino a Campo de’ Fiori, uno di quelli che ti serve il vino della casa nel bicchiere basso e non ti sorride nemmeno se lo paghi oro. “La patata vuole il calore, non il bagno”, mi diceva sempre… e aveva ragione lui.

In breve: Cosa ti serve sapere

  • Preparazione: 5 minuti (giusto il tempo di aprire la confezione)
  • Cottura: 10-12 minuti
  • Dosi: per 4 persone (affamate)
  • Costo: Basso (anche se il pistacchio buono costa una fucilata)
  • Difficoltà: Molto facile

Gli ingredienti necessari: cosa devi mettere nel carrello

Ingrediente Quanto ne serve Il mio consiglio
Gnocchi di patate freschi 800g Quelli del banco frigo, ma controlla che abbiano almeno il 70% di patata (fondamentale per l’idratazione).
Burro buono (di malga) 60g Deve profumare di latte, non di plastica.
Salvia fresca 10 foglie Prendi quelle belle grandi e sode.
Burrata 2 pezzi (250g) Tirala fuori dal frigo subito: deve essere cremosa, non un ghiacciolo.
Granella di pistacchi 4 cucchiai Se li trovi interi e li triti tu al coltello, la consistenza è un’altra cosa.
Limone biologico 1 frutto Useremo solo la buccia (il flavedo) per sgrassare il palato.

Come li preparo io (senza fare disastri)

Allora, mettiamoci al lavoro. La prima cosa che faccio è tirare fuori la mia padella in ghisa — quella pesante che pesa un quintale ma distribuisce il calore come si deve.

Come li preparo io (senza fare disastri) – buttalapasta.it

1. Il burro e il “punto di fumo”

Metto il burro e la salvia. Qui bisogna stare attenti: il burro non deve bruciare. Io aspetto che inizi a sfrigolare e a fare quella schiumetta bianca… deve diventare color nocciola, il cosiddetto burro noisette. Se diventa nero, vuol dire che hai superato il punto di fumo (la temperatura oltre la quale il grasso si deteriora): a quel punto butta tutto e ricomincia. Mi è successo l’altro giorno perché mi ero incantato a guardare un video sul cellulare… un nervoso!

2. Buttali dentro e non toccarli!

Verso gli gnocchi direttamente dalla busta. Niente acqua, niente sale nell’acqua, niente di niente. Il segreto è lasciarli lì fermi per i primi 2-3 minuti a fiamma medio-alta. Devi sentire il rumore dello sfrigolio. In questo modo si attiva la reazione di Maillard (quella che fa la crosticina, per intenderci) e gli zuccheri della patata diventano quasi caramellati.

3. Saltare con un po’ di polso

Dopo un po’ inizio a saltarli. Vedi che diventano dorati? Devono sembrare delle micro-patate arrosto ma con l’interno che rimane soffice perché protetto dal guscio croccante. Se vedi che si asciugano troppo (dipende da quanta farina hanno messo nell’impasto), aggiungo un goccio d’acqua, ma proprio un cucchiaino per creare un minimo di vapore che finisce la cottura interna.

4. Il tocco finale (la parte che preferisco)

Spegni il fuoco. Prendo la burrata e la rompo con le mani… sì, mi piace sporcarmi le dita, fa parte del gioco. La adagio sopra gli gnocchi caldi così inizia appena a colare tra i solchi della pasta. Completo con la granella di pistacchi e una grattugiata generosa di limone.

P.S. La buccia del limone è il segreto dei segreti: serve a “pulire” la bocca dal grasso della burrata e del burro. Se non la metti, a metà piatto sei pieno.

Un ultimo consiglio da amico

Non aspettare che gli ospiti si siedano, urla “A TAVOLA!” appena spegni il fuoco. Se questi gnocchi restano lì 5 minuti diventano molli e tutto il lavoro sulla crosticina va a farsi benedire. Io di solito me li mangio direttamente dalla padella mentre gli altri cercano ancora il tovagliolo… e non me ne vergogno affatto!

Salvatore Lavino

Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.

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