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Fatti di Cucina

In inverno cucinare diventa veramente pericoloso: forse non sai che ti avveleni tutte le volte che prepari la pasta

In pochi sanno che cucinare può diventare davvero pericoloso, soprattutto in inverno: ogni volte che fai la pasta e non solo rischi di avvelenarti.

Cucinare è un’attività ritenuta da molti estremamente piacevole e rilassante. Non tutti però sanno che può anche rivelarsi piuttosto pericolosa in alcuni casi ben precisi. Pensiamo ad esempio al fatto che si è sempre a contatto con il fuoco o con superfici bollenti.

Oppure non è raro ferirsi accidentalmente con coltelli e lame affilate o con elettrodomestici utilizzati in modo scorretto. Basta infatti la minima distrazione per andare incontro a situazioni spiacevoli.

Senza contare poi che se non si fa attenzione alla pulizia e alla qualità delle materie prime si rischiano anche possibili intossicazioni alimentari. C’è poi anche un altro potenziale pericolo a cui nessuno pensa mai: ogni volta che cuciniamo la pasta o un altro piatto rischiamo di avvelenarci. 

Anche cucinare può essere pericoloso: rischi di avvelenarti ogni volta che fai la pasta

Come abbiamo visto, anche cucinare può diventare un’attività pericolosa. Al di là dei potenziale pericoli sopra elencati, ogni volta che facciamo la pasta o un altro piatto rischiamo di andare incontro ad un possibile avvelenamento. Questo pericolo è legato principalmente a coloro che in casa possiedono una cucina a gas.

Anche cucinare può essere pericoloso: rischi di avvelenarti ogni volta che fai la pasta (Buttalapasta.it)

Quando infatti si accende il fornello si sprigionano particelle tossiche come l’ossido di azoto e il monossido di carbonio, che a lungo andare possono causare danni alla salute. In inverno specialmente i rischi aumentano perché di norma si tengono le finestre chiuse a causa del maltempo e non si favorisce, quindi, il corretto ricambio d’aria.

Secondo uno studio condotto dall’Università Jaume I su famiglie nell’Unione Europea, i decessi precoci attribuiti alle cucine a gas sarebbero stati in totale 36.031. Ad oggi, infatti, ancora una famiglia europea su tre ha una cucina vecchio stile. Un dato che sale a oltre il 60% in Paesi come Italia, Paesi Bassi, Romania e Ungheria.

“La portata del problema è molto peggiore di quanto pensassimo”. Ha dichiarato Maria Delgado-Saborit, dirigente del laboratorio di ricerca sulla salute ambientale presso l’UJI. “Già nel lontano 1978, abbiamo scoperto per la prima volta che l’inquinamento da NO2 è molto più elevato nelle cucine che utilizzano il gas rispetto alle cucine elettriche, ma solo ora siamo in grado di quantificare le vite che vengono stroncate”. Ha aggiunto subito dopo.

Per questo motivo è fondamentale che progressivamente le cucine a gas vengano sostituite dai piani ad induzione e che i produttori comincino ad etichettare le vecchie cucine sottolineandone i rischi.

Come contrastare il problema

Un sistema efficace per cercare di ridurre al minimo i rischi di avvelenamento da ossido di azoto e monossido di carbonio è quello di aprire le finestre ed arieggiare regolarmente le stanze. Se possibile, è buona norma creare aria corrente e tenere le finestre aperte per almeno 5 minuti, per 3 volte al giorno: la mattina appena svegli, a mezzogiorno e la sera prima di andare a dormire.

Come contrastare il problema (Buttalapasta.it)

In inverno, a causa del freddo, del vento e del maltempo in generale, quest’arco temporale può scendere a 3 minuti, ma non di meno. Altrimenti si rischia di non favorire il corretto ricambio dell’aria. Ovviamente è bene anche regolarsi in base alle caratteristiche strutturali dell’abitazione, a quanto sono frequentate le varie stanze durante il giorno e al tipo di utilizzo che se ne fa.

Per esempio in cucina, proprio per via dell’uso dei fornelli a gas, è opportuno cambiare l’aria più spesso ed utilizzare anche sistemi di aspirazione come la cappa.

Veronica Elia

Sono Veronica e sono una giornalista pubblicista iscritta all'ordine dei Giornalisti della Lombardia, laureata in Editoria presso l'Università degli Studi di Milano. Nel 2015 comincio il mio percorso giornalistico ed inizio a collaborare con diverse realtà editoriali in Italia e in Svizzera. Il mio motto? "Fai il lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno della tua vita".

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