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Lavi i piatti nel modo sbagliato, il rischio batterico è reale

Lavare i piatti non dovrebbe essere considerata un’azione quotidiana qualunque, ma un atto da effettuare con dovuta maestria, perché quello che pensi non sia un problema, in realtà, può diventare un grave rischio di contaminazione batterica.

Gli scienziati non mentono mai: in diverse occasioni sono stati pubblicati studi che attestano la presenza di batteri su superfici come piatti, pentole e bicchieri. Basti pensare che, da varie ricerche, è emerso come un solo metro quadrato di pavimento possa contenere milioni di batteri anche quando provvediamo a lavarlo con disinfettante e quant’altro… immaginate, invece, ciò che può accadere su superfici come le stoviglie, che a volte lasciamo ad asciugare sul piano della cucina.

Sicuramente vi hanno detto che è molto più utile lasciare che le stoviglie “scolino” su un panno di spugna oppure all’interno di uno scolapiatti, ma è proprio lì l’inghippo: tu pensi che sia l’azione corretta, ma in realtà stai commettendo un gravissimo errore.

Lavare i piatti per bene: come ridurre i pericoli

Non si tratta affatto di allarmismo, ma di una problematica che si fonda su dati scientifici e ricerche effettuate in tutto il mondo. Tra le pioniere di questi studi troviamo anche università americane, che hanno investito molto tempo su questo ambito di ricerca batterica. Ciò che è emerso dai dati raccolti negli anni riguarda la presenza di batteri là dove non avresti mai immaginato, compresi i piatti dopo averli lavati.

In particolar modo, quello che ti lascerà senza parole non è soltanto la presenza di batteri sulle superfici, ma anche la loro “derivazione”: quando sei certo di aver lavato piatti, pentole e stoviglie nel modo corretto, sappi che in realtà potresti contribuire a una reazione batterica persistente.

Possiamo dire che è come un cane che si morde la coda? In un certo modo sì. Basti pensare alla spugna per piatti: trattandosi di un materiale che tende ad accumulare acqua e detersivo, di per sé attira batteri che trovano un luogo perfetto dove vivere, sia all’interno sia sulla superficie bagnata. A questo dobbiamo aggiungere anche il posto dove appoggiamo la spugna: ad esempio, lasciarla nel lavandino non fa altro che alimentare un circuito di batteri che si deposita su superfici sempre umide, trasformandole nella loro “casa” perfetta.

Tutto questo fa sì che i batteri si depositino anche sui piatti, nonostante li abbiamo lavati con acqua calda o abbiamo cercato di utilizzare disinfettanti adatti allo scopo. La situazione peggiora quando li mettiamo a scolare: rimanendo su superfici bagnate, non fanno altro che attirare altri batteri e aumentare, come indicato precedentemente, la proliferazione degli stessi. Infine, questo ci espone considerevolmente a vari rischi, come salmonellosi, Escherichia coli e tanto altro ancora.

Come possiamo evitare l’errore e, soprattutto, la contaminazione batterica?

Nonostante sembri un circolo vizioso dal quale è difficile uscire, sappi che la soluzione esiste. Innanzitutto, per limitare la contaminazione batterica dovremmo utilizzare panni in cotone per asciugare i piatti: non lo stesso che, man mano, si bagna e quindi non risolve il problema, ma averne almeno due, in modo tale da poterne utilizzare sempre uno asciutto a seconda del quantitativo di piatti, bicchieri e stoviglie che dobbiamo asciugare.

La soluzione ideale, che ci crediate o no, però, è racchiusa nella lavastoviglie. L’elettrodomestico in questione, oltre a utilizzare un quantitativo d’acqua minore, laverà i piatti a una temperatura adatta a ridurre la presenza di germi e batteri, ma il suo lavoro non finisce qui. All’interno della lavastoviglie tutto viene “trattato” in modo uniforme, perché l’elettrodomestico completa il ciclo con l’asciugatura: questo permette di eliminare ristagni d’acqua e residui vari ed eventuali, garantendo una maggiore igiene delle stoviglie.

Un solo elettrodomestico, quindi, che vi permetterà di ridurre in modo significativo la presenza di batteri sulle superfici.

Francesca Guglielmino

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