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Fatti di Cucina

Nutri-Score, quando un semaforo decide cosa puoi mangiare

Nutri-Score vs NutrInform: la guerra per il diritto al pasto italiano. È in corso una battaglia politica sull’etichettatura alimentare, ne va non solo del cibo ma anche di identità culturali e della tradizione.

Nutri-Score, si discute su quella che è la effettiva validità di questo strumento. Nel nostro Paese ci si confronta in merito a quella che è la validità delle etichette alimentari, dopo che fino ad oggi lo stesso Nutri-Score era stato preso come punto di riferimento. Adesso però c’è una proposta di modifica costituzionale da parte del Governo, per la quale i possibili, nuovi interventi dovrebbero riuscire ad offrire una maggiore tutela della sovranità alimentare.

Ed al contempo imprese, produttori e consumatori chiedono di avere sempre la necessaria trasparenza in ambito alimentare, oltre al rispetto per le tradizioni culinarie e gastronomiche che sono ben radicate nel territorio italiano. E nelle quali molte Regioni, città e persino borghi e singoli quartieri si identificano. Che cos’è il Nutri-Score e perché crea polemica?

Nutri-Score, è ancora affidabile?

Il Nutri-Score è un sistema ideato in Francia ed adottato dall’Unione Europea che etichetta prodotti di vario tipo sulla parte frontale delle loro confezioni, con tanto di classificazione dalla eccellenza rappresentata dalla lettera A alla insufficienza simboleggiata dalla E, proprio come a scuola. E fa sua anche una catalogazione costituita dall’uso dei colori, in base alla tipologia di prodotto alimentare. Ad esempio quando ci sono molti zuccheri, calorie, grassi saturi e sale in eccesso, la lettera spicca in evidente colorazione rossa.

Nutri-Score, è ancora affidabile? – buttalapasta.it

I migliori articoli possibili sono invece quelli di categoria A e di colore verde. Il compito del Nutri-Score è quello di aiutare i consumatori a compiere delle scelte che siano maggiormente consapevoli, il più possibile improntate sull’avere una buona salute. Questo aspetto infatti è strettamente connesso al livello di qualità della propria alimentazione. Eppure non mancano delle storture, con situazioni nelle quali una eccellenza come l’olio extravergine d’oliva ha ricevuto una D come valutazione.

Da tempo il Governo ha affiancato – ma lo scopo è proprio quello di sostituirlo, a conti fatti – a Nutri-Score un nuovo sistema di etichettatura degli alimenti, chiamato NutrInform Battery. Ed è così chiamato perché le sue etichette hanno la forma di una batteria con indicate all’interno le percentuali di quelle componenti non salutari che possono esserci in questo o quel prodotto, rispetto ai valori giornalieri raccomandati.

NutrInform Battery è disponibile

In aggiunta a ciò, l’Esecutivo vigente starebbe pensando anche di introdurre direttamente nella Costituzione il diritto ad una nutrizione sana. Una mossa che pure sarebbe utile in chiave anti Nutri-Score. Il funzionamento di quest’ultimo si basa su uno specifico algoritmo, che però si mostrerebbe fin troppe volte come eccessivamente equilibrato.

Nel caso ad esempio dell’olio extravergine d’oliva viene dato risalto quasi solo ad aspetti ritenuti negativi (calorie e simili) rispetto a proprietà positive come la presenza di fibre e micronutrienti.

Questo però rischia di creare una sorta di conflitto legislativo per l’Italia, che nella migliore delle ipotesi potrebbe trovarsi costretta a fare ricorso a delle deroghe di qualche tipo. In tutto ciò NutrInform Battery è disponibile sotto forma di apposita appliczione per smartphone ormai da diverso tempo, e per la precisione dalla fine di ottobre del 2020.

Salvatore Lavino

Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.

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