Menu Venerdì Santo: la ricetta della Tiella di Scarola da preparare in anticipo - buttalapasta.it
Preparare la vera Tiella di scarola richiede tecnica e i giusti tempi di maturazione. Ecco la ricetta tradizionale per il menu del Venerdì Santo, con i trucchi per un ripieno asciutto e una sfoglia croccante da servire a Pasqua.
Organizzare il menu del Venerdì Santo è sempre un esercizio di pazienza, tra la tradizione del “mangiare di magro” e il caos dei preparativi pasquali. Se c’è una cosa che mi manda fuori dai gangheri, sono quei carrelli giganti dei supermercati che sembrano progettati apposta per farti sentire in colpa se non li riempi fino all’orlo… io li detesto. Mi mettono un’ansia addosso che non vi dico, specialmente quando sono in fila alla cassa del Conad di via Appia e la signora davanti a me decide di svuotare il portamonete proprio mentre il mio lievito fresco sta morendo in borsa.
Per fortuna, la Tiella di scarola è la soluzione “salva-vita”: una delle ricette pasquali più intelligenti perché guadagna consistenza e sapore se preparata con 24 ore di anticipo. In questa guida vi spiego come bilanciare idratazione e cottura per un risultato professionale.
Per evitare che la base diventi molliccia (l’errore più comune), dobbiamo puntare su un’idratazione controllata e su ingredienti di alta qualità.
| Ingrediente | Quantità | Nota tecnica dell’autore |
|---|---|---|
| Farina 0 | 500g | Ideale per una maglia glutinica resistente |
| Acqua tiepida | 300ml | Idratazione al 60% per una stesura facile |
| Lievito di birra fresco | 10g | Poco lievito per una digeribilità superiore |
| Scarola riccia | 2 cespi grandi | Va stufata finché non è completamente asciutta |
| Olive di Gaeta | 100g | Da snocciolare rigorosamente a mano |
| Pinoli | 30g | Essenziali per bilanciare l’amaro della scarola |
| Olio EVO | q.b. | Usate un olio con un punto di fumo stabile |
| Condimenti | q.b. | Capperi dissalati (1 cucchiaio), aglio, peperoncino |
Procedimento Passo dopo Passo – buttalapasta.it
In una ciotola, unite la farina, l’acqua e il lievito. Lavorate energicamente finché il panetto non è liscio. La gestione della lievitazione è tutto: io di solito lo lascio riposare per circa 2 ore in un luogo riparato (il forno spento con la lucina accesa è perfetto, a meno che il vostro gatto non impari ad aprire lo sportello come è successo a me l’anno scorso…).
Mentre l’impasto cresce, occupiamoci della scarola. Scaldate l’olio EVO in una padella ampia con aglio e peperoncino. Attenzione al calore: non superate mai il punto di fumo dell’olio per non alterare i sapori.
Il trucco dell’esperto: La scarola deve stufare finché non perde tutta la sua acqua. Una volta cotta, mettetela in un colino a maglie strette. Se il ripieno rilascia liquidi in forno, la base della tiella diventerà una poltiglia immangiabile… (e credetemi, dopo aver pulito il forno per un’ora, imparerete a scolare bene la verdura!).
Dividete l’impasto in due parti. Stendete la base in una teglia ben oliata, distribuite il ripieno (ormai freddo) di scarola, olive di Gaeta, capperi e pinoli. Coprite con il secondo disco di pasta e sigillate i bordi creando il classico “cordone”. Bucherellate la superficie con una forchetta — sfogatevi pure pensando alla multa che avete preso ieri — e infornate a 200°C per 35 minuti.
La Tiella non è solo buona, è strategica. Preparandola il Giovedì Santo, darete tempo ai sapori di “conoscersi” e alla struttura dell’impasto di stabilizzarsi. È il piatto perfetto per chi cerca idee per il Venerdì Santo che siano saporite, tradizionali e senza stress dell’ultimo minuto.
Se qualcuno a tavola si lamenta perché “non c’è la carne”, ricordategli con un sorriso che un po’ di sana penitenza a base di scarola e olive di Gaeta non ha mai ucciso nessuno… o almeno così dicono i puristi!
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