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Fatti di Cucina

Sushi fatto in casa, evita questo ingrediente: rovini tutto, usa questa alternativa

Il sushi fatto in casa è un’ottima alternativa per evitare di andare al ristorante, ma non tutti gli ingredienti vanno bene: ecco quale evitare.

Nel corso degli ultimi anni, sempre più persone hanno imparato ad apprezzare e amare il sushi, che tendenzialmente viene consumato al ristorante oppure ordinato. Non tutti sanno però che si può preparare tranquillamente a casa, l’importante è tenere in considerazione alcuni consigli e trucchi, così come quali ingredienti usare per renderlo perfetto.

Il sushi è un piatto tradizionale della cucina giapponese, ed è fatto con il riso all’aceto chiamato shari e sottili di strisce di pesce crudo, ma ci sono molte altre varianti, come i roll. Quello che però non tutti sanno è che, quando andiamo a mangiare questa pietanza nei ristoranti, non si consuma il piatto originale, quello che in genere si troverebbe in Giappone.

Questo perché c’è un ingrediente intruso all’interno della preparazione, che è meglio non inserire, soprattutto quando si decide di prepararlo a casa. Sebbene sia gustosissimo da mettere in discussione, la gastronomia giapponese non lo prevede ed è meglio scegliere qualche altra alternativa, visto che ce ne sono diverse e sempre molto buone.

Sushi fatto in casa: qual è il pesce da non usare

Probabilmente questa notizia lascerà tutti senza parole, visto che nei ristoranti è sempre uno degli ingredienti principali, ma è bene rivelare che nella vera cucina giapponese non c’è l’uso del salmone crudo. Ebbene sì, in Giappone, fino agli anni ’80, sembrava assurda solo l’idea di mangiare il salmone fresco crudo per via dei parassiti, per questo veniva affumicato o salato.

Sushi fatto in casa: qual è il pesce da non usare – buttalapasta.it

Le cose sono cambiate nel 1986, quando una campagna pubblicitaria organizzata da Bjørn Eirik Olsen ha fatto in modo di proporre il salmone come ingrediente base del sushi, tanto da convincere ad utilizzarlo. Quello che però bisogna tener presente, è che l’uso del salmone in questa preparazione non è propriamente ortodossa. Al di là della mera questione culturale, bisogna tenere il punto anche per ciò che concerne la questione ambientale.

Gli allevamenti intensivi di salmone sono pericolosi focolai di inquinamento marino, i quali minacciano interi ecosistemi. Una denuncia lanciata dal The Guardian già nel 2020, sottolineando l’impatto devastante. Perciò, quando si decide di mangiare del buon sushi e prepararlo a casa è sempre meglio scegliere delle alternative al salmone, così non solo da essere fedele alla tradizione giapponese, ma anche salvare l’ambiente.

Sushi: le alternative al salmone

Ci sono diverse alternative al salmone che possono essere usate nel sushi. Numerosi sono i pesci locali ugualmente gustosi e, soprattutto, meno impattanti da un punto di vista ambientale ed ecologico. Parliamo ad esempio della palamita o della ricciola, così come del sugarello. Questi sono tutti ottimi pesci da usare nelle preparazioni.

Chi ama sperimentare, può anche esplorare il mondo del sushi vegetale, visto che in Giappone c’è una lunghissima tradizione, fatta di tofu, alghe, radici e fermentazioni. A tutto questo, inoltre, bisogna ricordare che c’è anche il tonno che, sebbene anch’esso sia molto criticato, quantomeno ha una tradizione giapponese.

Isabella Insolia

Classe 1993. Ha una laurea magistrale in Studi Politici e Internazionali e un Master in Comunicazione. Offre una lente d’ingrandimento sulla società attraverso uno sguardo sulla società: dall’economia alla politica, senza tralasciare il gossip. Ama il cinema e la musica, arti che hanno sempre sciolto quesiti latenti.

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