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Cucina etnica

Non solo lenticchie: cosa non far mancare a tavola a Capodanno secondo la tradizione spagnola

Gli spagnoli, per festeggiare il Capodanno non mangiano le lenticchie, ma consumano un altro cibo. Per loro, ha un significato importante.

Gli italiani non possono fare a meno delle lenticchie a Capodanno. Questi preziosi legumi, ormai, fanno parte della tradizione. Vengono associati al successo e ai soldi. Si dice che mangiarne una porzione generosa porterà fortuna. Questa leggenda deriva dai romani che, in occasione dell’inizio del nuovo anno, erano soliti regalare una borsa piena di lenticchie con l’augurio che, nel corso delle settimane, potessero trasformarsi in monete.

Ogni popolo ha le sue usanze e gli spagnoli non sono da meno. Il loro rituale di Capodanno è  davvero caratteristico. Ha radici profonde ed è interessante scoprire cosa c’è dietro. Anche per loro, il cibo ha un ruolo rilevante, ma non sono le lenticchie a essere protagoniste.

Niente lenticchie per gli spagnoli: ecco che cosa mangiano a Capodanno

Le lenticchie fanno parte della tradizione culinaria italiana. A Capodanno, intere famiglie si riuniscono attorno al tavolo per iniziare il nuovo anno con gesto propiziatorio. È un gesto scontato, ma non tutti i popoli condividono gli stessi rituali. Gli spagnoli, per esempio, fanno qualcosa di completamente diverso. Anche loro vogliono ingraziarsi la sorte, ma utilizzano un cibo differente, che non necessita neanche di essere cotto.

Allo scoccare della mezzanotte, gli spagnoli mangiano dodici chicchi d’uva, seguendo i rintocchi dell’orologio posizionato sulla cima di Puerta del Sol. Visto che, logicamente, non sono udibili in tutto il paese, le TV nazionali mandano in onda un countdown che consente di cogliere il momento esatto. Il rito avrà successo solo se si deglutisce il dodicesimo chicco in corrispondenza dell’ultimo rintocco.

Niente lenticchie per gli spagnoli: ecco che cosa mangiano a Capodanno – buttalapasta.it

Non si sa bene da dove derivi questa tradizione. Alcuni la attribuiscono a una protesta organizzata dai contadini per ribellarsi nei confronti della classe dirigente che gli riservata un trattamento poco dignitoso. Altri, invece, pensano che tutto sia nato dalle dicerie diffuse da un gruppo di viticoltori che voleva solo aumentare le sue vendite.

Gli ambientalisti si oppongono con forza a tale usanza. Non c’è niente di male nel mangiare l’uva, però, i supermercati, in questo periodo dell’anno, tendono a vendere centinaia di migliaia di confezioni di chicchi già sbucciati. Vengono suddivisi in gruppi da dodici e privati del grappolo. Tutto ciò porta a un uso eccessivo della plastica. A partire dal 2022, il governo spagnolo è corso ai ripari con divieti mirati, ma in America Latina si è ancora molto lontani da tale traguardo.

Gli spagnoli accompagnano così i chicci d’uva: la tradizione intramontabile

In Italia, le lenticchie e il cotechino vengono ‘innaffiate’ con una dose generosa di spumante. Anche in Spagna, accompagnano il rito propiziatorio con qualcosa da bere.

Gli spagnoli accompagnano così i chicci d’uva: la tradizione intramontabile – buttalapasta.it

La bevanda d’eccezione è il Cava, uno spumante spagnolo realizzato attraverso la rifermentazione del vino in bottiglia. Il sapore è intenso e caratterizzato da note fruttate e leggermente acide. Ci sono delle differenze in base al tipo scelto e può essere dolce o secco.

Claudia Perseli

Sono Claudia Perseli, ho una formazione umanistica e amo la scrittura fin da quando ero piccola. La passione per i libri mi ha spinta a ad approfondire questo campo e a scoprire nuove forme di espressione. Mi occupo di gossip, animali, televisione e salute.

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