Di Salvatore Lavino | 2 Aprile 2026

Altro che agnello: quest'anno a Pasqua ho preparato il "Nido Nero" e ho zittito persino la mia vicina. - buttalapasta.it
Dimentica il solito menù: il mio Nido Nero di crespelle al carciofo con cuore di tuorlo fondente è la sorpresa che rivoluziona la tavola di Pasqua. Una ricetta scenografica, facile e dal contrasto incredibile per lasciare tutti a bocca aperta.
Nido Nero di crespelle al carciofo con cuore di tuorlo fondente, che ricetta di Pasqua originale. Roba da ristorante, ma fai tutto con le tue mani. E ti dico la verità: mi sono letteralmente stancato di vedere i soliti agnelli stracotti che popolano le bacheche ogni benedetto aprile. Ma poi, parliamone… chi ha ancora voglia di passare tre ore a pulire teglie incrostate di grasso? Io quest’anno ho deciso di darci un taglio netto e fare di testa mia.
Questa ricetta del Nido Nero dal Cuore d’Oro è nata l’anno scorso, dopo che quella “simpatica” (si fa per dire…) della mia vicina di casa mi aveva guardata dall’alto in basso perché non avevo ancora comprato la colomba artigianale da 40 euro. Beh, con questo piatto l’ho zittita. È un’esplosione di sapore che però non ti lascia con quel senso di pesantezza infinita… e poi l’effetto visivo è da ristorante stellato, pur essendo una cosa che assembli in cucina col grembiule sporco di farina.
Ecco come lo preparo io, senza troppi giri di parole.
Ingredienti 🖤 Quello che ti serve (per 4 persone)
👩🍳 Il mio procedimento (testato e garantito)

Il mio procedimento (testato e garantito) – buttalapasta.it
1. La base scura
Metti tutto insieme: uova, latte, nero di seppia e farina. Io uso la frusta a mano perché mi rilassa, ma va bene anche il mixer se hai fretta. Trucchetto da amica: lascia riposare la pastella in frigo per almeno 40 minuti. Se non lo fai, le crespelle ti si rompono mentre cerchi di girarle e inizierai a lanciare maledizioni… fidati. Poi fanne 4 o 5 sottili e, una volta fredde, tagliale a striscioline irregolari. Devono sembrare veri rametti intrecciati.
2. I carciofi e la “crema”
Pulisci i carciofi togliendo tutto il “fieno” interno. Io li salto in padella con uno spicchio d’aglio che poi tolgo subito (odio quando ti rimane il sapore d’aglio in bocca per due giorni). Una volta teneri, frullali con la ricotta e la scorza di limone. La crema deve essere soda, quasi come un gelato.
3. L’architettura del nido
Prendi dei pirottini o degli stampini da muffin. Rivestili con le strisce nere facendole sporgere un po’. Metti sul fondo una bella cucchiaiata di crema di carciofi. Ora, con la delicatezza di chi sta disinnescando una bomba, adagia il tuorlo d’uovo crudo nell’incavo. Chiudi con altre strisce di crespella, ma senza schiacciare troppo, altrimenti il tuorlo esplode prima del tempo.
4. Cottura lampo
Accendi il forno a 180°C. Io li lascio dentro per 5 minuti esatti, cronometrati. Se arrivi a 7, il tuorlo diventa sodo e hai rovinato l’effetto “wow”. Il bello è che fuori è caldo e croccante, ma dentro il cuore deve rimanere una colata d’oro liquido.
Il tocco finale (quello che fa la differenza)
Sforna e adagia ogni nido su un piatto piano (magari bianco, così il nero risalta da morire). Prendi i taralli e sbriciolali con le mani direttamente sopra. Io odio profondamente i mixer per queste cose: i pezzi devono essere grossolani, devono dare il “crunch” sotto i denti. Una spolverata di pecorino e sei in paradiso.
Quando lo porti in tavola e vedi la faccia dei tuoi parenti che non capiscono cosa sia… e poi lo tagliano e il tuorlo invade il piatto… beh, quella è la soddisfazione vera. Buona Pasqua, ma di quella fatta bene!
Parole di Salvatore Lavino
Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.