Il trucco della nonna: perché metto sempre un pugno di semola nelle mie Tagliatelle di Pasqua - buttalapasta.it
Aggiungo sempre un pugno di semola alla farina 00 e il risultato cambia totalmente. Ecco il mio segreto per ottenere tagliatelle di Pasqua così ruvide da catturare ogni goccia di ragù, proprio come faceva mia nonna nella sua cucina.
Tagliatelle di Pasqua fatte in casa: la mia ricetta della nonna con il ragù ricco. Allora, diciamocelo chiaramente prima di iniziare: se compri le tagliatelle all’uovo secche al supermercato per il pranzo di Pasqua…beh, secondo me commetti un peccato mortale. Odio profondamente quella pasta industriale che sa di cartone e non assorbe nemmeno un millimetro di sugo. Pasqua è una volta l’anno, quindi o si fa la sfoglia a mano o tanto vale ordinare una pizza (e ho detto tutto).
Io le preparo così da una vita, con la ricetta che ho rubato a mia nonna osservandola per anni mentre combatteva con il mattarello nella sua cucina minuscola di via Garibaldi. Ecco come preparare le vere Tagliatelle di Pasqua per 4 persone senza impazzire (ma sudando un po’, che fa bene).
Per me la qualità non è un’opzione. Se vai a risparmiare sulle uova e prendi quelle pallide da batteria… poi non lamentarti se le tagliatelle sembrano tristi e grigie.
| Categoria | Ingrediente | Quantità / Nota dell’esperto |
|---|---|---|
| Pasta Fresca | Farina 00 + Semola | 350g + 50g (mix perfetto per la ruvidità) |
| Pasta Fresca | Uova | 4 grandi (quelle a pasta gialla!) |
| Pasta Fresca | Sale | 1 pizzico (io lo metto, fidati) |
| Il Ragù | Carne macinata | 450g (misto Manzo e Maiale) |
| Il Ragù | Pomodoro | 500ml di Passata (quella buona) |
| Il Ragù | Vino Rosso | ½ bicchiere (non quello del discount…) |
| Il Ragù | Soffritto | Sedano, carota, cipolla (tritati fini) |
| Condimento | Olio EVO | Quanto basta per rosolare |
| Condimento | Parmigiano | A pioggia (non essere timido!) |
Sono questi i passaggi da seguire per preparare le tue Tagliatelle di Pasqua fatte in casa:
Procedimento: come preparare la pasta fresca e il condimento perfetto – buttalapasta.it
Faccio la solita fontana sulla spianatoia di legno (quella che uso solo nelle grandi occasioni e che ogni volta devo pulire per mezz’ora…). Rompo le uova e inizio a lavorare. Il mio trucco anti-panico: non incorporare la farina dai bordi tutta insieme! Se lo fai, la “parete” crolla e l’uovo scivola su tutta la tavola finendo sulle tue pantofole preferite… sì, parlo per esperienza personale.
Io lo cucino in questo modo: premo col palmo, tiro, ripiego. Dopo 10 minuti la pasta deve essere liscia come la pelle di un bambino. Poi la copro e la lascio lì. Secondo me è meglio farla riposare almeno 40 minuti; se provi a stenderla subito, lei “tira” indietro come un mulo testardo e finisci per farti venire il tunnel carpale inutilmente.
Io vado di mattarello perché mi piace sentire la fatica (e perché la sfoglia ruvida è un’altra cosa), ma se hai la “Nonna Papera” elettrica non ti giudico… troppo. Arrotolo la sfoglia e taglio le tagliatelle a circa 7 mm. Se non sono tutte uguali, meglio! Si vede che le hai fatte tu e non una macchina in una fabbrica del bresciano.
Mentre la pasta riposa, il sugo deve andare. Io lo preparo così: faccio soffriggere finché la cipolla non è quasi trasparente, aggiungo la carne e aspetto che faccia quella crosticina deliziosa sul fondo della pentola. Sfumo col vino e poi verso il pomodoro. Deve sobbollire per ore… quel suono lì è la colonna sonora della domenica.
Scola la pasta un minuto prima e finisci la cottura nel sugo. Quel “matrimonio” tra amido e ragù è quello che trasforma un piatto di pasta in un’esperienza mistica.
Un’ultima cosa: se vedi qualcuno che mette il formaggio grattugiato prima del sugo… scappa. È gente di cui non ci si può fidare. Io di solito porto in tavola la zuppiera fumante e lascio che ognuno si serva, perché la tagliatella non aspetta nessuno!
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