Trippa alla romana, solo 3 ingredienti poveri per un piatto da re - buttalapasta.it
Con la trippa alla romana avrai una prova di quella che è la magia della cucina romana. Un piatto povero che ha dello strepitoso, e questo è il vero ed unico modo di prepararlo.
Trippa alla romana, si sa che la tradizione gastronomica della Capitale è sconfinata, e questa pietanza ne è una delle pietre miliari. Per quella che è una ricetta delle borgate, degli ambienti poveri dell’Urbe, dei contadini e degli artigiani, degli operai e della gente umile che non buttava via niente. Quella della trippa alla romana è una specialità tipica della gastronomia di Roma che risale al Medioevo per poi perfezionarsi nel Rinascimento ed attraversare i secoli, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Il suo punto preciso di origine è il rione Testaccio, dove sorgeva il Mattatoio di Roma. Per lo meno per quanto riguarda la sua accezione moderna a partire dal XIX secolo. Come è facile pensare, i tagli nobili della carne erano destinati ai nobili ed ai benestanti, invece il cosiddetto “quinto quarto”, rappresentato dalle frattaglie, spettava a tutti gli altri che ricchi non erano. E che dovevano fare di necessità virtù anche a tavola.
Questa specifica tipologia di carne assume un sapore super quando alla stessa unisci il pecorino romano, il pomodoro e la mentuccia. La funzione principale di quest’ultima era quella d attenuare il forte ed aspro odore della carne, ma al tempo stesso la mentuccia è capace anche di fornire un gradevole aroma al tutto. La trippa alla romana va consumata tradizionalmente al sabato, e poi in particolar modo nel corso della stagione fredda. Rigorosamente con il vino dei Castelli e con il pane casereccio per fare la classica scarpetta.
La ricetta della trippa romana – buttalapasta.it
Trucchi e consigli: la trippa è ancora più buona il giorno dopo. Accompagnala sempre con delle fette di pane casereccio tostato per fare la scarpetta.
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