Di Italia Murolo | 4 Febbraio 2026

Tonno in scatola buttalapasta.it
Tonno in scatola: quanto mangiarne, cosa controllare sull’etichetta e perché gli esperti consigliano moderazione per consumarlo senza rischi.
Sono certa che anche per te la soluzione salva cena perfetta resta sempre il tonno di la verità: quella scatoletta in dispensa non manca mai! Beh di certo è pratico, costa il giusto, si butta ovunque e sta bene con tutto dalla pasta, all’insalata, al tramezzino al volo e molto altro. Però, non ci crederai, proprio perché lo mangiamo spesso è uno di quegli alimenti su cui vale la pena fare un minimo di attenzione.

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Non è terrorismo alimentare, tranquilla, di certo il tonno in scatola non è il male assoluto, ma nemmeno una cosa da mangiare tutti i giorni senza pensarci. Gli esperti parlano chiaro: dipende da che tonno scegli, da cosa c’è scritto sull’etichetta e da quante volte lo porti in tavola. E no, non basta guardare il prezzo, ti svelo tutta la verità!
Tonno in scatola: a cosa fare attenzione
- Il punto centrale della questione è uno solo: il mercurio. Il tonno è un pesce grande, vive a lungo e sta in cima alla catena alimentare. In poche parole più cresce, più accumula quello che trova in mare, mercurio compreso.
- Ora, mangiare una scatoletta ogni tanto non ti farà nulla questo è cero, ma il problema nasce sicuramente quando diventa un’abitudine fissa, tipo quando lo mangi a pranzo anche 3 volte a settimana perché è leggero. Ecco, lì gli esperti alzano il sopracciglio e ci mettono in allerta.
- Il mercurio, se assunto spesso e nel tempo, può dare fastidi soprattutto a bambini, donne in gravidanza e persone più sensibili. Anche in questo caso niente panico eh, ma è giusto avere più consapevolezza di cosa si sta consumando.
Quanto tonno in scatola si può mangiare senza problemi
- Qui arriva la parte pratica, quella che ci interessa sicuramente di più! Bene, gli specialisti consigliano di non superare 1-2 porzioni a settimana e 1 porzione normale come accennato, corrisponde a circa 1 scatoletta sgocciolata.
- Se lo mangi così, senza esagerare, di certo puoi stare tranquilla. Se invece però diventa il tuo pasto furbo quotidiano, allora meglio rallentare un attimo. Assunto in eccesso e nel tempo infatti, può dare disturbi come mal di testa frequenti, stanchezza che non passa, difficoltà di concentrazione e quella sensazione di essere sempre un po’ spenti, anche dopo aver dormito.
- Nei casi più sensibili può influire anche sul sistema nervoso, soprattutto in bambini e donne in gravidanza. In più, il tonno in scatola spesso è ricco di sale, quindi esagerare può affaticare reni e pressione. Nulla di immediato, eh, ma a lungo andare il corpo presenta il conto. Ecco perché gli esperti insistono: va bene mangiarlo, ma senza farlo diventare il protagonista fisso della settimana. Meglio alternare e stare sereni.
- Ah dimenticavo, e questo vale per tutti ovviamente, non solo per chi è a dieta. Anche perché il tonno in scatola, oltre al mercurio, spesso porta con sé sale e grassi aggiunti, soprattutto quello sott’olio.
L’etichetta del tonno in scatola: cosa guardare davvero
- Qui cascano in molte, perché l’etichetta sembra sempre uguale, ma non lo è affatto. La prima cosa da controllare è la specie di tonno. Se trovi scritto tonno pinna gialla o tonno striato, sei già su una strada migliore rispetto a specie più grandi e longeve.
- Poi occhio alla provenienza. Non serve sapere l’oceano a memoria, ma più le informazioni sono chiare, meglio è, questo perché le etichette vaghe non sono mai un buon segno.
- Un altro punto importante è il liquido di conservazione: olio sì, ma meglio se extravergine e non in quantità esagerata. Al naturale va benissimo, basta che poi lo condisci tu con un po’ di olio buono.
- E il sale? Se puoi scegliere, meglio le versioni a basso contenuto di sale, tanto il sapore lo sistemi tu nel piatto, non serve che lo facciano in fabbrica.
Tonno in scatola e qualità: non è tutto uguale
- Non tutte le marche sono identiche, anche se la scatoletta sembra la stessa. Devi sapere infatti, che cambiano i controlli, cambiano le materie prime e cambia pure la trasparenza verso chi compra.
- Un buon tonno in scatola ha pochi ingredienti, scritti chiaro. Tonno, olio o acqua, sale e basta. Se inizi invece a leggere cose strane o descrizioni troppo vaghe, lascialo lì e passa oltre. Non è questione di spendere una fortuna, ma di preferire la qualità e la sicurezza, piuttosto che un risparmio significativo.
Con cosa sostituire il tonno in scatola senza sensi di colpa
- Invece di mangiare sempre tonno, puoi alternarlo ad altri pesci più piccoli, come sgombro, sardine o alici. Credimi sono buonissimi, costano meno e hanno meno mercurio.
- Se invece è solo il tonno in scatola che preferisci, almeno abbinalo a verdure fresche, cereali o legumi, eviti così di farlo diventare sempre protagonista assoluto del piatto, poi è più equilibrato e pure più buono. In più come ti dicevo: se lo scoli bene e lo condisci tu, controlli davvero cosa stai mangiando, credimi è meglio così.
Insomma, il tonno in scatola va benissimo, ma con un minimo di attenzione. Leggi l’etichetta, non esagerare con le quantità e varia spesso, così resta quello che deve essere: un alleato comodo in cucina e non un problema!
Parole di Italia Murolo