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Fatti di Cucina

Bufera su Cucine da Incubo: ecco cosa non dovevamo sapere

Parla un ex concorrente del reality ambientato tra ristoranti derelitti che hanno bisogno di essere risollevati. “Che cosa succede davvero in Cucine da Incubo”.

Cucine da Incubo è uno degli show televisivi più famosi a tema culinario, ed il secondo più considerato per quanto riguarda la ricezione del pubblico in riferimento alla persona di Antonino Cannavacciuolo. Il nome dello chef campano originario di Vico Equense, in provincia di Napoli, è infatti indissolubilmente legato a Masterchef, del quale riveste il ruolo di severo ed incorruttibile giudice sin dalla lontana stagione televisiva 2015. Di show in tv sempre con la cucina come sfondo, Antonino Cannavacciuolo ne ha fatti diversi.

Si ricordano ad esempio anche “O’ Mare Mio”, “Ci Pensa Antonino” e “I Menù di Cannavacciuolo”. Ma “Cucine da Incubo” è un format capace di fare leva in maniera più incisiva, grazie alle schermaglie verbali che spesso e volentieri si vengono a creare tra lo chef ed il titolare di turno di un locale le cui sorti hanno davvero la necessità di essere risollevate. Tra battute sarcastiche e sagaci da una parte e dell’altra, alla fine è quasi sempre un successo.

Cucine da Incubo, la domanda senza risposta

Spesso si ha a che fare, in “Cucine da Incubo”, con cucine che non funzionano, per l’appunto. Tra menù mal presentati e peggio eseguiti, comportamenti poco professionali, condizioni igieniche non ottimali e litigi veri e propri tra il titolare ed i suoi sottoposti, ogni volta chef Cannavacciuolo è chiamato a dovere risolvere un disastro. C’è però un aspetto al quale non sempre i telespettatori hanno pensato, in relazione a questo programma così peculiare.

Cucine da Incubo, la domanda senza risposta – buttalapasta.it Foto Instagram @cucinedaincubo

E cioè, sapendo di avere concordato la visita dell’intransigente chef, come mai i ristoratori ed i loro dipendenti di turno non si impegnano per fare trovare le cose come si deve? In maniera quanto meno decente. E finiscono sempre con il servire a chef Cannavacciuolo dei piatti mal cucinati.

Sarebbe logico fargli pensare che la situazione non sia così tremenda. Invece ogni volta a noi telespettatori si para davanti un disastro assoluto da cui partire ed al quale il gigante buono Antonino dovrà porre rimedio.

È tutto vero quello che si vede davanti alle telecamere?

Ebbene, un partecipante di una edizione passata di “Cucine da Incubo” ha detto come stanno le cose. Questo concorrente prese parte all’edizione del 2019 ed effettivamente l’aiuto di Cannavacciuolo è servito. Oggi quel ristorante funziona, anche se ha cambiato nome. Ma il titolare svela che alcune cose gli vennero consigliate dalla produzione.

E che alla fine le cose che si vedono in ogni puntata sono vere per metà. Ed a volte non sempre questi “suggerimenti” piacciono ai partecipanti. Fatto sta che adesso le cose vanno comunque bene da molto tempo, e che una importante cassa di risonanza c’è stata proprio grazie alla partecipazione a “Cucine da Incubo”.

L’intervento dello chef napoletano, titolare di Villa Crespi ad Orta San Giulio, in provincia di Novara, oltre che di altri locali, è effettivamente servito. E prendere parte al famoso programma ha rappresentato una ottima pubblicità. E poi da Cannavacciuolo titolare e staff della cucina hanno imparato molto, soprattutto a potere realizzare più pietanze usando pochi, soliti ingredienti.

Salvatore Lavino

Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.

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