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Fatti di Cucina

Graffe napoletane, sai come e quando sono nate? Una storia curiosa vecchia di secoli

Come preparare le graffe napoletane è cosa è divertente e curioso sapere sulla loro creazione. Chi le ha create e quando, non ci crederai. Sono una delizia unica.

Graffe napoletane, se vai a farti un giretto di piacere nel capoluogo campano non ti sarà difficile vederne esposte agli esterni dei bar. O notarle tra i denti di persone che camminano felici per strada, magari durante una bella sessione di shopping. Le graffe napoletane sono grandi, piccole, medie in quanto a dimensioni. Ma a prescindere dalla taglia, sanno essere meravigliosamente buone. Se non hai ancora provato le graffe napoletane, non sai cosa ti stai perdendo. Questi dolci tipici della tradizione culinaria partenopea sono una vera delizia che conquista al primo morso.

Simili ai famosi bomboloni, le graffe si distinguono per una loro caratteristica unica: l’impasto arricchito con patate, che conferisce alla preparazione una morbidezza e una leggerezza ineguagliabili. La loro popolarità va ben oltre Napoli, e oggi si possono gustare in ogni stagione, non solo durante le celebrazioni di Carnevale. La versatilità delle graffe è una delle ragioni del loro successo. Possono essere servite semplici, spolverate di zucchero, oppure farcite con una varietà di golose creme, marmellate e cioccolato. Ogni morso è un’esplosione di dolcezza che soddisfa i palati più esigenti.

Graffe napoletane, la ricetta originale

Per realizzare queste prelibatezze in casa, avrai bisogno di pochi ingredienti semplici ma fondamentali:

  • 500 g di farina 00;
  • 200 ml di acqua;
  • 100 g di burro;
  • 50 g di zucchero;
  • 25 g di lievito di birra fresco;
  • scorza grattugiata di un limone;
  • un pizzico di sale;
  • olio di semi di arachidi per la frittura.

Graffe napoletane, la ricetta originale – buttalapasta.it

  1. Per preparare le graffe bisogna anzitutto sciogliere il lievito nell’acqua tiepida, aggiungendo un pizzico di zucchero per attivarlo. Dopo circa dieci minuti, quando si forma una schiuma in superficie, è il momento di mescolare la farina, lo zucchero, la scorza di limone ed il sale in una ciotola.
  2. Crea un buco al centro dell’impasto e versa gradualmente il lievito attivato. Mescola fino ad ottenere un composto omogeneo. Quindi aggiungi il burro a pezzetti ed impasta tutto quanto per ottenere una consistenza liscia ed elastica.
  3. Dopo una lievitazione di un paio d’ore, durante la quale l’impasto raddoppierà di volume, si possono formare delle aureole che verranno poi schiacciate per ottenere la tipica forma delle graffe. Perché la graffa non è graffa se non ha il suo buco al centro. Una volta pronte, le graffe vengono fritte in abbondante olio caldo fino a doratura e poi cosparse di zucchero mentre sono ancora calde, pronte per essere gustate.

La storia delle graffe, quando sono state inventate

Le graffe napoletane, conosciute anche come zeppole, affondano le loro radici nel XVII secolo, durante la dominazione spagnola a Napoli. La loro origine è legata ai festeggiamenti per San Giuseppe, il patrono della città. In un periodo di astinenza e di digiuno come la Quaresima, i dolci fritti erano generalmente vietati, ma gli spagnoli concessero un’eccezione per onorare il santo, permettendo così la preparazione di queste delizie.

La storia delle graffe, quando sono state inventate – buttalapasta.it

Le suore del monastero di San Gregorio Armeno furono tra le prime a preparare queste zeppole, distribuendole ai bisognosi del quartiere. Da quel momento, le graffe sono diventate un simbolo della cultura gastronomica napoletana, apprezzate non solo durante le festività ma anche in tutti i momenti dell’anno. Ma quanti altri dolci da fare in casa che ci sono.

Salvatore Lavino

Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.

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