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Fatti di Cucina

Hai sempre sbagliato a sbucciare lo zenzero: il segreto per evitare gli sprechi è questo

È corretto oppure no sbucciare lo zenzero? Ecco che cosa devi sapere prima di farlo: così eviterai di commettere inutili errori. 

In natura sono presenti tantissimi frutti ed ortaggi contenenti varie sostanze benefiche per la salute dell’organismo. Spesso e volentieri è soprattutto la buccia che presenta la maggior percentuale di nutrienti. Pensiamo, ad esempio, alla mela e alla pera, ma anche a taccole, piselli e patate, le cui bucce sono tutte ricchissime di vitamine, sali minerali e fibre.

Seguendo questo filo logico, saremmo portati a pensare che anche la buccia di radici come lo zenzero possano dunque essere piene di benefici per la salute. Ma siamo proprio sicuri che sia così?

Molti si chiedono se lo zenzero fresco si debba consumare con la buccia o senza. Quando scoprirai ciò che stiamo per dirti, eviterai di commettere un’altra volta un grosso errore.

Hai sempre sbagliato a sbucciare lo zenzero: ecco che cosa devi sapere prima di farlo

Anche tu ti sei sempre chiesto se lo zenzero fresco vada sbucciato oppure no? Allora sei capitato nel posto giusto, perché tra poco andremo a rispondere una volta per tutte a questa domanda molto comune. Innanzitutto, dobbiamo precisare che la buccia dello zenzero è commestibile. Tuttavia, non contiene quei preziosi nutrienti (soprattutto vitamina C, magnesio e potassio) che sono presenti nella polpa interna.

Hai sempre sbagliato a sbucciare lo zenzero: ecco che cosa devi sapere prima di farlo (Buttalapasta.it)

Alla luce di ciò, possiamo dire che lo zenzero si può sbucciare tranquillamente senza rischiare di perdere un’eccessiva quantità di nutrienti. Ad ogni modo, se vogliamo usarlo per preparazioni veloci come condimenti e infusi possiamo anche evitare di sbucciarlo. Purché si tratti di zenzero biologico fresco, accuratamente lavato e passato magari con una spazzola per le verdure.

Se il prodotto non è biologico è sempre meglio eliminare la buccia. Altrimenti, si rischia di ingerire eventuali residui di pesticidi, con effetti indesiderati anche sul sapore. Ricordiamoci, inoltre, che la buccia dello zenzero tende a diventare con il passare del tempo più amara. Quindi è meglio tenerla quando la radice è bella fresca.

Come si sbuccia lo zenzero evitando sprechi

La regola generale è dunque quella di sbucciare lo zenzero qualora si tratti di un prodotto non biologico o non più freschissimo. Al contrario, si può tenere la buccia se lo zenzero è fresco e non trattato, specie per realizzare preparazioni veloci come tisane. Ovviamente, poi, c’è un certo margine di discrezionalità. Ovvero molto dipende dalle nostre abitudini e dall’uso che se ne intende fare.

Come si sbuccia lo zenzero evitando sprechi (Buttalapasta.it)

Se la ricetta richiede fettine sottili o dadini allora è buona norma sbucciarlo. In questo modo, la radice andrà ad integrarsi meglio nel piatto, evitando di lasciare una fastidiosa consistenza fibrosa. Ma attenzione perché molto probabilmente hai sempre sbagliato a sbucciarlo. Non bisogna usare il coltello, ma un cucchiaino.

L’ideale è raschiare delicatamente la buccia con il bordo di un cucchiaino. Così facendo, si andranno a limitare gli sprechi di prodotto, dato che grazie a questa tecnica si riuscirà a seguire le curve della radice, raggiungendo anche i punti più difficili, senza togliere troppa polpa.

Se, quindi, hai deciso di sbucciare lo zenzero, comincia a lavarlo ben bene sotto l’acqua, aiutandoti magari con una spazzola. Dopodiché, separa gli elementi che compongono il bulbo, raschia delicatamente la buccia con il cucchiaino fino ad ottenere una superficie completamente pulita e poi taglia lo zenzero a fettine sottile o a cubetti. Per sfruttare appieno le sue proprietà benefiche, ricordati infine di tagliarlo o tritarlo solo pochi istanti prima dell’utilizzo.

 

 

Veronica Elia

Sono Veronica e sono una giornalista pubblicista iscritta all'ordine dei Giornalisti della Lombardia, laureata in Editoria presso l'Università degli Studi di Milano. Nel 2015 comincio il mio percorso giornalistico ed inizio a collaborare con diverse realtà editoriali in Italia e in Svizzera. Il mio motto? "Fai il lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno della tua vita".

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