Mai più bidoni pieni di olio: scopri cosa fare davvero con quello avanzato

olio avanzato buttalapasta.it

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Quell’olio che resta dopo fritture e padelle non deve diventare un problema: con 2 accortezze semplici puoi smaltirlo bene senza sporcare casa e ambiente.

All’inizio lo facevo pure io, lo ammetto… finivo di friggere, lasciavo raffreddare e poi giù nel lavandino, pensando “tanto è poco che farà mai”” Poi ho capito che pure quel poco messo insieme da tutti diventa un disastro per tubi, fogne e pure per il mare e di certo non si tratta di fare gli ambientalisti convinti, un minimo di buon senso, però è giusto averlo.

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L’olio usato in cucina infatti, non è innocuo, perché si attacca alle pareti delle tubature, crea tappi strani e alla lunga costa pure soldi tra idraulico e danni. Senza contare che inquina parecchio, la buona notizia però è che gestirlo bene è facile, basta solo fare un po’ di chiarezza!

Olio avanzato: cosa farne

  • Partiamo da una cosa semplice: l’olio non si butta mai nello scarico nemmeno una tazzina. Quando si raffredda si addensa e si incolla ovunque e resta lì.
  • In molte città ci sono punti di raccolta dedicati… spesso vicino ai supermercati o nelle isole ecologiche. Funziona così: raccogli l’olio in una bottiglia di plastica (anche quella dell’acqua va bene), la chiudi e la porti lì quando è piena, senza fare nessuna trafila complicata.
  • Se ti stai chiedendo “ma vale la pena per così poco?”, la risposta è sì. Anche perché quell’olio può essere recuperato e trasformato, per esempio in biodiesel o altri prodotti utili, diciamo che è un riciclo fatto bene.
  • Un’altra cosa che ho imparato col tempo: non serve accumulare litri e litri in garage, ma basta tenere una bottiglia sotto il lavello. Quando è piena, si porta via ed è più semplice.

Olio avanzato in casa: piccoli trucchi pratici

Ecco, qui ti do qualche piccola idea per evitare fastidi:

  1. Prima regola: lascia raffreddare sempre l’olio prima di travasarlo. Sembra ovvio, ma quando hai fretta fai stupidaggini… io una volta ho quasi sciolto una bottiglia…
  2. Se l’olio è molto sporco, con residui di cibo, puoi filtrarlo velocemente con un colino o anche un pezzo di carta da cucina. Non deve essere perfetto, ma così occupa meno spazio e non fa cattivo odore.
  3. E poi c’è la questione riutilizzo. Sì, si può riusare, ma con criterio. Se hai fritto cose leggere e l’olio è ancora chiaro, puoi usarlo un’altra volta. Se invece è scuro, puzza o fa fumo subito… meglio lasciar perdere.
  4. Una soluzione che funziona davvero è crearsi una piccola routine: finisci di cucinare, lasci raffreddare, travasi nella solita bottiglia ed è fatta.
  5. Se proprio vuoi evitare di accumulare troppo, ci sono anche contenitori appositi con filtro, ma onestamente non sono indispensabili. Una bottiglia e un minimo di attenzione fanno lo stesso lavoro.
  6. Un errore comune è buttare l’olio nell’umido o mescolarlo con altri rifiuti e non va bene. Così diventa solo più difficile da gestire e non viene recuperato come dovrebbe.
  7. Ah, una cosa che pochi dicono: anche l’olio delle scatolette (tipo tonno) va trattato allo stesso modo… non cambia nulla solo perché è meno.

Insomma, questa è una di quelle abitudini che, messe insieme, fanno la differenza e poi ti evita pure problemi in casa, che non è poco. Diciamo che anch’io ci ho messo un po’ a prenderci la mano, perché all’inizio me ne dimenticavo sempre. Adesso però è diventato tutto automatico, come buttare la plastica nel sacco giusto… vedrai che sarà lo stesso anche per te!

Parole di Italia Murolo

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