Di Francesca Guglielmino | 8 Marzo 2026

Pasta fresca all'acqua - ButtalaPasta.it
La pasta fresca senza uova non è una “versione povera”: è una scelta precisa, antica, e spesso più coerente con quello che vogliamo davvero nel piatto.
Molti la evitano per paura che venga dura o che “non tenga”, ma è quasi sempre un problema di impasto gestito male, non della ricetta. Quando togli le uova togli anche una scorciatoia: niente grassi e proteine che mascherano gli errori.
In compenso ottieni un gusto più pulito, una masticabilità più netta e una pasta che si lega ai sughi con una naturalezza sorprendente. E, per tante persone, risulta anche più digeribile: meno ricca, meno “carica”, più essenziale.
Pasta fresca leggerissima, perché farla all’acqua
All’acqua la fai perché vuoi controllare l’idratazione, non perché “manca qualcosa”. L’acqua, in un impasto di pasta fresca, è un interruttore: se ne metti troppa ti ritrovi una massa appiccicosa e nervosa, se ne metti poca ti spacca le mani e poi in cottura si apre.
Il trucco che uso è ragionare per percentuali: con la semola rimacinata stai bene intorno al 45–50% di acqua sul peso della farina; con una 00 devi scendere un filo perché assorbe in modo diverso e rischi la gommosità. Altro dettaglio: sale nell’impasto? Io ne metto poco o niente e lo lascio all’acqua di cottura, così non interferisce con l’idratazione e la struttura del glutine.
Gli ingredienti che ci serviranno sono:
- 400 grammi semola rimacinata di grano duro
- 180–200 ml acqua a temperatura ambiente
- 1 cucchiaino raso di sale
- 1 cucchiaino di olio.
Procedimento: come farla liscia, elastica e che non si spacca
Verso la farina a fontana, faccio un cratere e inizio con l’acqua poca per volta, mescolando con una forchetta. Quando diventa grumosa passo alle mani e qui la regola è semplice: impasto finché liscio, non finché “mi stanco”. Con semola ci vogliono 8–10 minuti veri: all’inizio sembra ruvida, poi si compatta e diventa elastica. Se si spacca ai bordi, aggiungo un cucchiaio d’acqua e continuo; se appiccica, una spolverata di semola e via, senza panicare.
Poi faccio riposare coperta almeno 30 minuti (anche 60 se ho tempo). Non è un passaggio romantico: serve a far rilassare il glutine e distribuire l’acqua. Dopo il riposo, stendo e taglio: tagliatelle, pappardelle, maltagliati. In cottura vado di acqua abbondante, bollore pieno e sale deciso. Essendo fresca, cuoce in 2–3 minuti: la assaggio e la tiro su quando è ancora viva, perché in padella con il sugo finisce il lavoro.
Attenzione… con i sughi cremosi tengo sempre da parte un mestolo di acqua di cottura. La pasta all’acqua rilascia amido in modo pulito e ti costruisce l’emulsione senza panna e senza scorciatoie. Se la provi una volta fatta bene, capisci perché tanti non tornano più indietro.
Parole di Francesca Guglielmino