Dry Martini

Dry Martini

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martini dry Il Dry Martini è il re dei cocktail. Sulla sua origine esistono molte leggende, ma, così come noi lo conosciamo, nasce intorno agli inizi del ‘900. Ne esistono diverse varianti, ma quella qui presentata secondo me è la migliore e la più classica.

Ingredienti

  • 8/10 di gin
  • 2/10 di vermouth dry
  • 1 oliva verde
  • ghiaccio a cubetti

Preparazione

Esitono molti gin e molti vermouth: i più adatti per creare un perfetto martini dry sono il gin London Dry e il vermouth Martini extra dry Per questo cocktail è sconsigliato l’uso dello shaker, mentre è più adatto il mixing glass con filtro. La procedura è questa: trasferire il ghiaccio nel mixing glass, farlo ruotare un po’ e colare l’acqua che si fosse eventualmente sciolta sul fondo. Poi aggiungere il vermouth e infine il gin. Mescolare per pochi secondi fino a raggiungere il cosiddetto “punto di cottura” cioè il momento in cui il cocktail è ben freddo ma non allungato. A questo punto trasferite subito nel bicchiere; naturalmente il bicchiere più adatto è la classica coppetta da cocktail, non a caso chiamata “coppetta Martini”. Questa andrebbe raffreddata bene in freezer prima di trasferirvi il cocktail. La decorazione tradizionale del Martini dry è l’oliva verde snocciolata (possibilmente) e infilzata in uno stuzzicadenti. Alcuni richiedono il cosiddetto “lemon twist” cioè una spruzzata di scorza di limone sulla superficie. Proprio una finezza!!

Parole di Claudia

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