Preoccupazione tra agricoltori, l'olio è a rischio: 'Non riusciamo più a garantirlo', quadro allarmante

Olio di oliva a rischio

Olio di oliva a rischio per il 2023 Buttalapasta.it

La raccolta delle olive e la produzione di olio per la campagna 2023 è a rischio e gli agricoltori sono molto preoccupati. Ecco perché.

A pesare sull’incertezza per il futuro della produzione di olio extravergine di oliva italiano, e di altri tipi di sottoprodotti derivati dalla lavorazione delle olive, sono diversi fattori. La produzione di quest’anno è decisamente scarsa e il quadro è allarmante, tanto che Assitol – Associazione Italiana dell’industria olearia aderente a Federalimentare e Confindustria ha annunciato il pericolo di non riuscire a garantire il prodotto per i consumatori

I motivi di questa crisi sta nella poca materia prima, che diminuisce di anno in anno a causa di condizioni meteorologiche avverse e della presenza di parassiti che determinano danni ai (pochi) frutti che ancora resistono sulle piante. Il risultato è che le aziende hanno annunciato il rischio di non poter assicurare la presenza sugli scaffali dei negozi dei prodotti richiesti dai consumatori.

La crisi della produzione olearia in Italia e in Europa

Di olio se ne produce sempre di meno sia in Italia che in Europa, complice la siccità che provoca scarsa raccolta di frutti, ma non solo. A pesare sui conti finali ci sono i rincari nella filiera produttiva che provocano a loro volta una scarsa produzione da parte delle aziende. Il tutto con il rischio per il consumatore di vedere gli scaffali vuoti nei prossimi mesi. Almeno per quanto riguarda l‘olio extra vergine di oliva che si produce in Italia ma che è realizzato con materia prima anche europea.

Raccolta olive per olio extravergine

Raccolta delle olive: la campagna 2023 è a rischio (Buttalapasta.it)

A scatenare la situazione è stata la siccità che ha colpito molto fortemente la Spagna, che ha fatto registrare, a fine campagna circa un terzo di produzione di olio in meno rispetto alla media degli anni precedenti, con il risultato di un innalzamento eccessivo dei prezzi. A questo si è aggiunto l’aumento dei costi per la lavorazione del prodotto per quanto riguarda energia, confezionamento e trasporto.

Purtroppo le previsioni per il futuro non sono buone, per l’Italia, ma anche per altri Paesi del Mediterraneo che devono fare i conti con un clima sempre più asciutto. Fino a quando sarà possibile garantire l’olio d’oliva sulle tavole degli italiani? Il rischio è che il consumatore si trovi a dover pagare un litro di olio tre volte in più rispetto ai prezzi a cui è stato abituato finora.

Insomma il prodotto di qualità, cioè le migliori marche di olio di oliva extravergine, costerà sempre di più, mentre i prodotti sotto costo tipici della Grande Distribuzione potrebbero terminare in breve tempo, proprio per i motivi elencati finora.

Parole di Kati Irrente

Giornalista per vocazione, scrive per il web dal 2007 di cronaca italiana ed estera, politica e costume. La sua passione è la buona cucina, non solo le ricette della tradizione gastronomica italiana e internazionale ma anche piatti originali e particolari. Divide il tempo libero tra musica, cinema, libri e fumetti d'autore.

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