Salt Bae nei guai: ben quattro cause contro lo chef star. Le gravi accuse delle cameriere

Salt Bae cause al ristorante

Salt Bae al centro delle polemiche e delle denunce del personale dei suoi ristoranti - buttalapasta.it - Foto Ansa

Guai in vista per Salt Bae, al centro di quattro azioni legali da parte di personale e clienti scontenti. Ecco cosa è successo.

Il noto ristoratore di origine turca, famoso per la sua tipica spolverata di sale fatta dall’alto su bistecche di ogni tipo di carne, anche ricoperte d’oro, ha oltre venti ristoranti nel mondo. E alcuni di essi sono saliti alla ribalta per aver ricevuto denunce da parte del personale.

Le accuse sono molto gravi, come riportato anche dalla stampa britannica. Infatti abbiamo letto The Sun che ha intervistato alcune delle cameriere e dirigenti, che hanno raccontato nei dettagli cosa è successo e perché hanno deciso di far partire le denunce. Ecco una sintesi.

Un duro colpo per l’impero di Salt Bae

Sono diversi i ristoranti glam di Salt Bae che sono stati al centro delle critiche dei clienti e del personale. Ad esempio per i prezzi troppo alti dei cibi proposti in menu oppure per comportamenti dei dirigenti chiaramente sessisti e discriminatori. Ma un locale in particolare è stato addirittura al centro da quattro cause legali, che hanno messo a dura prova il noto macellaio showman.

Nusret Gökçe, è questo il vero nome di Salt Bae, ha affrontato diverse cause legali che interessano la steakhouse Nusr-Et Midtwon di New York. Le accuse sono gravi. Stiamo parlando di sottrazione di mance, discriminazione sessuale e razziale, violazione della legge sul lavoro.

Salt Bae cause al ristorante

Nonostante alcune siano state archiviate, al momento due sono ancora in corso (Foto Ansa) – buttalapasta.it

A raccontare i fatti sono stati i protagonisti. Come l’addetta al bagno Cattysha Flores che ha lavorato presso la steakhouse Nusr-Et Midtown da maggio 2019 e ha intentato una causa a luglio 2021. Ha raccontato che la politica per il personale era “non lamentarsi dei clienti” nonostante una volta un cliente le abbia chiesto “di mostrare i suoi piedi“.

Le sarebbe stato detto di conformarsi a questo poiché il cliente era “noto per dare una mancia di 100 dollari ad altre dipendenti donne quando obbedivano“. E quando un altro cliente ubriaco ha tentato di baciarla e lei ha denunciato il fatto al direttore generale, non ha ricevuto alcun sostegno. Quando ha chiamato la polizia il direttore ha affermato che “non era un grosso problema“.

Gökçe sarebbe stato al ristorante quando tutto questo è accaduto “ma non ha intrapreso alcuna azione correttiva per affrontare la situazione“. Il che ha “condonato” il comportamento del suo management. Flores ha anche affermato che il suo manager ha chiesto a un collega delle pulizie perché “la sua gente” indossa “quelle cose in testa“. Ovvero un cappello Durag.

Il nulla di fatto

La causa si è trasformata in arbitrato l’anno scorso per volere di un giudice e poi interrotta ad aprile. L’azienda è riuscita a spostare in mediazione praticamente tutte le cause legali degli ex lavoratori contro di loro. Sostenendo che tutti avevano firmato accordi simili secondo cui “qualsiasi reclamo che il dipendente possa avere o avere nei confronti del datore di lavoro, o di uno qualsiasi dei suoi funzionari, direttori, supervisori, dirigenti, dipendenti o agenti” sarà sottoposto ad arbitrato.

Le cause ancora aperte

Ma una causa che sta ancora attraversando i tribunali è stata intentata nell’agosto dello scorso anno dal palestinese Taher Ali. Che è stato assunto come direttore generale del ristorante NY Midtown nel settembre 2018. Afferma di essere stato discriminato in quanto era l’unico manager non turco e spesso ha dovuto lavorare più ore di altri manager senza interruzioni.

Ad Ali non è stato permesso di incontrare Gökçe “perché non sa che un palestinese gestisce il ristorante“. Sostiene inoltre che il personale turco ha ricevuto una quota maggiore di mance e che i non turchi sono stati spesso ignorati. Prima di essere licenziato è stato retrocesso a food runner “perché non era uno di noi” e “si preoccupa troppo degli americani e noi siamo qui per fare soldi”, si legge nelle carte.

La società ha negato tutte le richieste nei suoi confronti. Nel frattempo, il ristorante ha cause legali in corso con gli ex membri dello staff di Nusr-et Steakhouse New York Elizabeth Cruz e Angelo Maher, che hanno entrambi intentato causa nel novembre 2021.

La barista Cruz ha detto di essere stata umiliata quando un manager le ha ordinato di cambiarsi in “gonna corta, tacchi alti e top trasparente” il suo primo giorno.

Il cameriere latino Maher ha affermato in un’altra causa di essere stato insultato da un collega per la sua origine spagnola e la steakhouse era un luogo di “intimidazione fisica e intimidazione discriminatoria diretta ai dipendenti non turchi“. Inoltre ha anche affermato di essere stato costretto a mentire ai clienti dicendo che la carne era halal – consentita nell’Islam – “nonostante non fosse vero“. Le loro cause sono in corso.

Parole di Kati Irrente

Giornalista poliedrica scrivo per il web dal 2008. Sono appassionata del vivere green e della buona cucina, divido il tempo libero tra musica, cinema e fumetti d’autore.

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