Altro che tonno vitellato, questo antico e particolare panino pugliese sta conquistando proprio tutti

panino pugliese, ricetta antica

Una ricetta che ha il sapore della tradizione e dell'antichità! - buttalapasta.it

Un panino nato in salumeria che vede l’accostamento di sapori contrastanti, ma che è una bontà tutta da gustare (e non è il Pasqualino)!

Il panino è uno di quei piatti unici che si può comporre in migliaia di modi diversi. C’è chi se lo fa scegliendo ingredienti completamente vegetariani, chi non sa rinunciare a stenderci un bel velo di maionese, chi ci mette la carne, chi il pesce, chi preferisce una frittatina per un sapore rustico che ricorda le gite in famiglia. Insomma quando si tratta di panini, la fantasia ha il dominio su tutto.

E di panini tradizionali italiani ce ne sono diversi, anche se con molta probabilità non sono famosi come altri piatti della tradizione culinaria regionale. Eppure questo cibo non è da considerare meno interessante dal punto di vista gastronomico, dato che proprio all’interno del panino possono coabitare degli ingredienti che hanno sapori e consistenze particolari tanto da poter essere considerati gourmet. Questo antico e particolare panino pugliese ne è un esempio!

La storia del panino pugliese creato in salumeria

La salumeria si chiamava ancora putèjbottega“, erano gli anni ’50, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale e l’Italia stava provando a ricostruire non solo le città devastate e ridotte in macerie, ma anche la sua identità. È proprio in questo contesto che nasce il panino di cui parliamo oggi, inventato dall’estro di un salumiere che aveva il suo esercizio commerciale all’ingresso del centro storico di Ceglie Messapica, ridente cittadina in provincia di Brindisi in Puglia.

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Panino cegliese di Lucietta Zito (alle prese con la preparazione) la figlia di Vincenzo Zito, che nella sua bottega preparava il panino misto ai suoi clienti – (Foto Facebook, da video di Anna Pia Elia) – buttalapasta.it

Si chiamava Vincenzo Zito (chissà perché in giro online si legge Vincenzo Zucari. Evidentemente qualcuno ha sbagliato a scrivere ed altri hanno moltiplicato all’infinito l’errore) e fu lui insieme alla moglie Margherita a proporre il panino misto. Dopo la sua morte le redini della salumeria sono passate alla figlia Lucietta Zito, che ha continuato con la stessa passione del padre a servire ai suoi clienti la pagnotta più amata in zona.

Quella salumeria Zito in via Giuseppe Elia, nel cuore della zona storica di Ceglie Messapica, è ormai chiusa, Lucietta è andata in pensione ma il panino misto inventato dal padre e dalla madre è rimasto una specie di simbolo della città tanto che ci sono diversi altri che hanno raccolto il testimone. Ma come è fatto il panino cegliese?

Come preparare il panino cegliese

Si prende una pagnotta a quattro, tipica della zona, è un pane a forma di quadrifoglio, con quattro palline di impasto che ha una buona quantità di mollica, è soffice e liscio ed è perfetto da addentare.

E poi si farcisce con ingredienti che possono sembrare strani, ma che insieme danno un gusto straordinario al panino, cioè tonno sott’olio, mortadella, capperi e provolone. Gli strati sono rigorosamente da ordinare così: prima il tonno, che inumidisce il pane, poi il cappero quindi la mortadella e a completare il tutto il provolone. Un panino che ricorda il panino Pasqualino, ma per gustare quello occorre andare ad Alberobello.

Parole di Kati Irrente

Giornalista poliedrica scrivo per il web dal 2008. Sono appassionata del vivere green e della buona cucina, divido il tempo libero tra musica, cinema e fumetti d’autore.

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