Il pollo che compri al supermercato non è tutto buono: come riconoscere quelli geneticamente modificati

come riconoscere pollo allevamento intensivo

Come riconoscere i polli geneticamente modificati -(buttalapasta.ut)

La carne di pollo è una delle più consumate in tutto il mondo. Forse non tutti sanno che la maggior parte potrebbe non essere idonea per la salute.

Girando tra i vari supermercati vi sarà di certo capitato di trovare il prezzo della carne di pollo tra i più bassi rispetto a tutte le altre tipologie di carni. Ebbene, se da una parte siamo spinti all’acquisto grazie a costi vantaggiosi, dall’altra è importante conoscere la provenienza e il metodo con cui questa tipologia di carne viene allevata.

Pocchissimi tipi di pollo che troviamo nei supermercati rispecchiano gli standard di qualità richiesti o offrono benefici per il nostro organismo. La maggior parte di queste carni, infatti, risulta essere nociva per la salute, a causa della provenienza da allevamenti intensivi. Si tratta di carne proveniente da polli geneticamente modificati, ovvero la cui crescita viene letteralmente forzata.

I polli geneticamente modificati in Italia costituiscono il 98% del totale e solitamente si tratta di specie provenienti dall’incrocio di più razze al fine di ottimizzarne l’allevamento. Questi animali crescono più velocemente del normale e presentano petto e cosce decisamente più grandi. Ma come fare per riconoscerli? In questo articolo scopriremo alcuni metodi per capire quando un pollo è stato geneticamente modificato.

Polli geneticamente modificati: come riconoscerli?

Solitamente questi animali vengono allevati in enormi capannoni, che ne contengono a migliaia, al fine di massimizzarne il numero. Per questo motivo gli animali hanno uno spazio minuscolo in cui vivere: si trovano tutti assieme a vivere tra i mangimi e i propri escrementi, in un aria letteralmente irrespirabile. Inoltre la durata della loro vita è di soli 40-60 giorni.

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Un allevamento intensivo di polli che poi vengono smistati nei nostri supermercati – (buttalapasta.it)

Per comprendere a pieno le differenze dobbiamo considerare che un pollo allevato in maniera naturale a 4 mesi di età arriva a pesare un massimo di 1,5 kg. Un pollo da allevamento intensivo, invece, in appena 45-50 giorni di vita, arriva a pesare quasi 3 kg. La crescita accelerata, fa sì che le zampe non riescano a sorreggere il loro peso, con conseguente frattura delle ossa e incapacità di spostamenti. La morte avviene in sofferenze atroci.

Per imparare a riconoscere questa tipologia di polli occorre leggere attentamente l’etichetta in cui sono riportati taglio, peso, data di scadenza, provenienza ed eventuali certificazioni. Cerca di preferire animali allevati biologicamente o all’aria aperta. Controlla che le dimensioni di cosce e petto non siano spropositate. Durante la cottura verifica l’acqua persa e se il volume si riduce: questo è indice di scarsa qualità.

L’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare dell’Ue, ha confermato che la carne di pollo è una delle cause principali dei casi di campilobatteriosi e di salmonellosi nell’uomo, oltre ad avere scarse capacità nutritive. Nonostante i continui richiami da parte dell’Ue, il nostro Paese sembra proseguire sulla strada degli allevamenti intensivi, continuando a portare sugli scaffali dei supermercati questo genere di alimenti.

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