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Fatti di Cucina

Riutilizzare l’olio da cucina: il trucco che nessuno ti ha mai svelato

Il riutilizzo dell’olio da cucina, cosa c’è da sapere e quali sono i consigli utili per evitare di arrecare danni alla tua salute ed anche all’ambiente.

Riutilizzare l’olio da cucina, è il caso per potere centrare un risparmio o è qualcosa di tassativamente vietato perché può avere un impatto sull’ambiente? Da una parte è vero che un riuso dello stesso può essere inquadrabile in una ottica di contrasto allo spreco alimentare. Poi però si tratta di qualcosa che può essere considerato sicuro per la salute? Che sia olio extravergine d’oliva o delle tante tipologie tipiche di una frittura, qual è il da farsi in merito?

L’olio, quando viene sollecitato dal calore della fiamma o del forno, raggiunge il suo punto di fumo specifico. Che è diverso a seconda della tipologia dell’olio stesso. Quello degli oli per friggere sono inquadrabili tra i 170° ed i 180°. Ciò vuol dire che vengono rilasciate delle sostanze che possono risultare tossiche per la salute. Le più note sono l’acrilammide e la acroleina. L’olio extravergine d’oliva è ritenuto il più sicuro per via del suo punto di fumo compreso tra i 220° ed i 240°.

Come posso riciclare l’olio da cucina?

Per quanto riguarda gli oli di semi, siamo su valori simili per quelli di arachidi e di girasole (220°-230°). Quando avviene il contatto con una forma di calore si ha un degrado degli antiossidanti e nutrienti naturalmente presenti nell’olio. Più restano sul fuoco e più succede questo, ed anche il sapore cambia e tende più verso un gusto amaro. Per quanto riguarda il riutilizzo dell’olio, non c’è un no netto a questa cosa.

Come posso riciclare l’olio da cucina? – buttalapasta.it

Quando ci sono le condizioni, è possibile procedere in tal senso e farlo per al massimo due volte. Così si mettono in pratica un comportamento ecosostenibile ed un buon risparmio, evitando sprechi. Per procedere occorre far raffreddare del tutto l’olio per poi filtrarlo utilizzando un colino ben stretto, a trama fitta.

Se non ce l’hai, puoi applicare una garza. Questo è un metodo consigliatissimo per la rimozione di impurità che sicuramente sono presenti e che pregiudicherebbero il riutilizzo dell’olio. Versa poi l’olio usato così depurato in un contenitore pulito, come una bottiglia scura od un contenitore di latta.

Come e dove va sversato l’olio da cucina esausto

Ed usalo nel breve periodo, al massimo entro 7-10 giorni. Inoltre non mescolarlo con dell’olio nuovo perché potresti rendere quest’ultimo instabile ed accelerarne il deperimento. E per finire, tieni bene a mente che l’olio andrebbe evitato di riusarlo se sei giunto già alla seconda volta, come detto.

Ricorda questa indicazione perché altrimenti il rischio incontro al quale potresti andare è quello di ingerire un prodotto in cui è più facile che si formino delle sostanze tossiche. C’è pure un aumento di radicali liberi nell’olio surriscaldato, con tutte le conseguenze negative per la salute. E poi odore e sapore possono finire con l’essere facilmente compromessi.

In termini più concreti, l’uso scriteriato dell’olio da cucina può danneggiare il fegato ed il resto dell’apparato digerente. E per finire, non scordare mai di smaltire tutto quanto in maniera corretta. L’olio non va sversato in lavandini, tazza del bagno e bidè. Va invece raccolto in appositi contenitori e smaltito nei centri di raccolta preposti; ogni Comune ne ha almeno uno.

Salvatore Lavino

Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.

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