Caso Giovanna Pedretti, parla Ida Germano: messa alla gogna per la sua 'pasta al pesto'

ida germano parla del caso Pedretti

La ristoratrice Giovanna Pedretti, anche Ida Germano fu messa alla gogna social - Foto Ansa - buttalapasta.it

La storia di Giovanna Pedretti ha avuto un tragico epilogo, ma non è l’unico caso che riguarda ristoratori messi alla gogna social.

Dopo la morte di Giovanna Pedretti la procura di Lodi sta indagando per istigazione al suicidio. Secondo l’ipotesi più accreditata, la ristoratrice titolare della pizzeria Le Vignole a Sant’Angelo Lodigiano si sarebbe tolta la vita per la disperazione.

Non avrebbe retto all’onda di odio social che l’aveva travolta dopo che ha raccontato di aver ricevuto e di aver risposto ad una recensione negativa omofoba e contro i disabili da un cliente del suo ristorante. In particolare Lorenzo Biagiarelli e di seguito la fidanzata Selvaggia Lucarelli, avevano fatto notare sui social alcune incongruenze nella recensione. Fatto che aveva contribuito al clamore mediatico.

Per cui la signora Pedretti è stata prima riempita di complimenti e intervistata dai giornalisti e osannata come un’eroina. Per poi essere incolpata di essere una truffatrice e di essersi inventata tutto. In attesa di conoscere la verità su questa tragica vicenda si è fatta avanti un’altra ristoratrice, che ha racconta come è finita nel mirino degli haters da tastiera.

La pasta al pesto, lo scontrino e gli haters

Ida Germano è la ristoratrice e titolare dell’Osteria del Cavolo di Finale Ligure, finita sulla gogna social perché dei clienti avevano spedito a Selvaggia Lucarelli, che lo aveva pubblicato, uno scontrino con la maggiorazione di due euro per un piatto in più da usare per far mangiare la pasta al pesto ad una bambina. Per questo fu presa di mira con insulti e minacce dai leoni da tastiera.

ida germano parla del caso Pedretti

La signora Germano si è definita forte nonostante i commenti ricevuti (Foto Facebook @idagermano) – buttalapasta.it

Ho avuto paura“, racconta in una intervista a Gambero Rosso, anche perché non fu presa di mira solo via social, ma anche di persona. C’era gente che la fermava per strada per offenderla e minacciarla. E con il passare del tempo gli attacchi sono diminuiti, ma non terminati.

Tanto che ha raccontato di ricevere ancora oggi, a distanza di diversi mesi dalla pubblicazione dello scontrino virale, ancora lettere di insulti, dopo i tanti commenti e recensioni negative verso il locale. Sul caso Pedretti la signora Ida si è detta molto dispiaciuta per lei e la famiglia e conferma che “i social possono rovinarti la vita” e che si tratta di “una storia terribile, a prescindere da quale sia la verità”.

E poi ricorda che il web e i social possono essere pericolosi. Lei nel momento difficile si è fatta forza concentrandosi sul lato positivo della situazione: “i tanti messaggi di solidarietà che mi sono arrivati“.

Parole di Kati Irrente

Giornalista per vocazione, scrive per il web dal 2008 di cronaca italiana ed estera, politica e costume. La sua passione è la buona cucina, non solo le ricette della tradizione gastronomica italiana e internazionale ma anche piatti originali e particolari. Divide il tempo libero tra musica, cinema e fumetti d'autore.

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